Lei ha sempre pensato di essere una tipa da estate.
E' cool abbestia essere tipa da estate.
Fa pensare a minigonne, sandaletti, parei, fa pensare a una personalità solare, aperta, ridanciana.
Fa pensare a una sempre a suo agio, una a cui piace ballare, ridere, divertirsi, senza farsi troppi problemi, senza pensare al domani.
Fa pensare alla semplicità, al calore umano. Fa pensare a una che vive come se fosse sempre in vacanza, relax take it easy e don't worry be happy.
Fa pensare a waka waka a palla, a tormentoni e discoteche all'aperto, a drink e cocktail colorati, ombrellini di carta e cannucce lunghissime.
Incredibile quante cazzate ti vengano in mente, pensando che una stagione possa riassumere una personalità.
Alle soglie dell'Età della Ragione - ben oltre i 18 anni, molto, molto oltre - ha capito di essersi piamente illusa.
Le minigonne in estate, per chi non si schioda dal color mozzarella, sono off limits. Mica per altro, ma qui non si tratta di fare il biscotto bianco dei Ringo. Qui si tratta di fare la cremina lattea dei Ringo, che già il biscotto bianco è troppo coloured.
Carini i sandaletti sìsìsì. Carine le abrasioni e le gallocce sìsìsì. Carino il callo da scarpa-anti-infortunistica sìsìsì. Ma dove lo mettiamo il complesso da piede horribilis? Sì, quello. Che quando vai a comprare il sandaletto cerchi la posa sexy che non ti ricordi che hai il piede simpatico. Sì, ma solo simpatico. Che alla fine, paghi il sandaletto e occhieggi gli stivali della nuova collezione invernale, con una lacrimuccia di nostalgia e una di aspettativa.
Ah, il pareo. Gioia della ciambellina intorno all'ombelico, goduria delle chiappe chiatte. Se metti il pareo in borsa puoi essere strafiga quanto vuoi, ma fai subito straSfiga. Perchè se c'è il pareo ci deve essere pure il difettuccio da nascondere. E quindi che mai noterà il pareo-accessorio-firmato? Nessuno. Ma stai tranquilla che partirà la caccia a chi scopre prima il difettuccio. E visto che nessuna ne è esente... meglio usarlo come sciarpa, il pareo. Magari per immobilizzare e strozzare la vicina di ombrellone impicciona e scrutatrice.
Siamo seri. Ma quando mai lei è una che non pensa al domani e non si fa troppi problemi? Mai. Ma mai. Pensa al domani, al dopodomani e al giorno dopo ancora. Poi si fa un problema perchè pensa troppo. Allora pensa a ieri, all'altro ieri e al giorno prima ancora. Poi si fa un problema perchè pensa troppo al passato. Allora pensa al presente, un'ora fa adesso tra un'ora. Poi si fa un problema perchè non pensa abbastanza al futuro. Pensa durante il giorno. Poi si fa un problema perchè a forza di pensare non ha agito. Pensa durante la notte. Poi si fa un problema perchè non ha dormito. Devo continuare?
La semplicità. Ah, la semplicità. Cos'è, dove si trova, quanto costa? E' così noioso essere semplici che non si è mai posta il problema per come fare a esserlo. Una personalità variegata, un continuo cambiamento, un movimento non sempre fluido verso diverse posizioni, diverse reazioni. 'Na matta. Però non ci si annoia mai. Quasi mai, almeno.
Non entra in una discoteca da quando è finita la sua storia con il cubista - 5 settimane lorde, 3 nette -. Il solo pensiero di corpi accalcati sudati bevuti appiccicosi le fa venire caldo. Vestiti così, vestiti cosà, poi incontri un bellissimo ragazzo che il giorno dopo scopri essere uno spaventapasseri. Merito delle luci stroboscopiche. Voglio dire, già il ragazzo-sòla è dietro l'angolo, deve pure pagare per trovarlo?
Ma c'è un'altra cosa. Quella più importante.
E' che lei ha bisogno di un feticcio. Una copertina di pile, un cardigan di lana grossa, un porta-borsa dell'acqua calda peloso.
Avete mai provato a andare in giro con la copertina di pile il 3 agosto? Appunto.
No, ha bisogno di climi più temperati, raffiche di vento gelido, caminetti accesi e piumoni con sotto bei ragazzi desnudi. Ha bisogno della sua copertina, del suo Montone - che non è il ragazzo desnudo di prima ma un cardigan in lana bouclè che ormai si merita un nome proprio -, della sua boule ricoperta di pelouche nero.
Non ne può più di sudare, puzzare, depilarsi compulsivamente, non riuscire a trovare una posizione che le consenta un'adeguata ossigenazione dei tessuti, uscire tra le 12 e le 15 a rischio liofilizzazione, uccidere zanzare, scacciare mosche.
Giuditta ha scoperto di detestare l'estate e amare l'inverno, e se questo significa che è un'orsa asociale e inadatta alla vita in comunità... amen.
Da domani è in arrivo una nuova perturbazione, oh yeah.
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