mercoledì 4 agosto 2010

Ossignur

Ma insomma, parliamone.
Mica è possibile continuare così.
Una se ne sta tranquilla tranquilla a farsi gli affari propri, spalmata sul divano con un paio di cani sulle gambe, a guardare qualche programma trash a caso, magari zappingando tra un programma trash e l'altro, visto che d'estate proliferano come funghi d'autunno.
Poi arriva la pubblicità, e prima che la mano scatti verso il telecomando, ecco che succede il patatrac.
Parte la pubblicità della suoneria del cellulare.
Quella cretina, con quel topo cretino, e quella melodia cretina.
Quella, diciamolo, più che vagamente infamante nei confronti del (ex) mister della Nazionale.

Ora, io non guardo le partite.
Manco so quanti omini giocano. Undici? Dodici? Sicuramente più di dieci.
Quindi prendiamo più di dieci omini in calzoncini. Poi prendiamo un omino che li allena e li coordina. Ah, poi ci sono alcuni omini di riserva e vari omini di contorno.
Misceliamo il tutto con tanti di quei soldi che basterebbero a colmare il debito pubblico italiano.
Ecco, ora spediamoli tutti a far bella mostra di sè tra altri omini vestiti allo stesso modo ma con colori diversi.
Gli omini vestiti di azzurro fanno una figura alquanto barbina, è vero, ma del resto avevano vinto la volta prima e, come tutti i comuni mortali sanno, mica si può sempre vincere.
Se ne tornano a casa con la coda tra le gambe, fischiati, psicologicamente distrutti, sull'orlo dell'esaurimento nervoso. Di conseguenza, spariscono tutti riprendendo il volo verso lidi lontani, che poveretti devono riprendersi. Voglio dire, corrono tutto l'anno su e giù per il campo di gioco, che piova, tiri vento o ci sia il sole, e poi per cosa? Qualche milionucolo di euro. E' ovvio che abbiano bisogno di andare in vacanza. Eh, mica stanno dietro una scrivania a lavorare per meno di mille euro al mese, loro. Capiamoli, ed evitiamo di spiare muscolacci e mogli più o meno cellulitose, che hanno bisogno di riposarsi in pace.

Quindi, mentre loro se ne stanno stravaccati su qualche spiaggia bianca a colorarsi i muscolacci, noi ce ne restiamo a casa ad ascoltare la suoneria del cellulare.
E mica ci canticchia una riflessione, la suoneria.
Non so, un bel panegirico sul prenderla sportivamente - ma De Coubertin "l'importante è partecipare" era solo un povero illuso -.
Oppure un'allusione al gioco di squadra - "se si vince siamo bravi tutti, se si perde siamo scaci tutti" -.
Valà. Mica si può pretendere troppo da una suoneria.
Ma chissà se a qualcuno è venuto in mente che questa decina e poco più di campioni non è riuscita a fare il suo lavoro, nonostante sia stata pagata profumatamente lo stesso.
Non so, è come se il postino non recapitasse più la posta pur continuando a percepire lo stipendio. Oppure l'idraulico che ti manda la fattura a casa per lavori che non sono mai stati effettuati. Ma anche il medico che si rifiuta di visitare il paziente anche se il paziente ha pagato la parcella in anticipo.
Beh, se suggeriamo questo sistema all'Enel, potrebbero staccare la luce a chi paga puntualmente le bollette.

Ah già, ma questi sono esempi piuttosto seri. Si tratta di vita reale.
Ne conseguirebbe che il calcio non sia una cosa seria, e che non si tratti di vita reale ma di un mondo parallelo.
Beh. Beh.
Il dubbio viene.

Nel frattempo io lascerei in pace il mister e riesumerei Holly e Benji.
Loro sì che sapevano calciare un pallone.

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