venerdì 30 luglio 2010

Di coincidenze, post e blog

Ho cancellato e riscritto questo post, almeno un paio di volte.
Detesto quando succede, detesto quando mi si bloccano le parole.
Detesto quando i pensieri non si traducono immediatamente.
Lo detesto lo detesto lo detesto.

Nelle ultime ore mi sono interrogata sulle coincidenze.
Che non sono solo quelle dei treni per andare a trovare ReginaDiCuori.
La coincidenza di svoltare un angolo con la testa sovrappensiero e scontrarsi con l'uomo della tua vita.
La coincidenza di aspettare il tram alla fermata e trovare una vecchia amica che aspetta lo stesso tram.
La coincidenza di arrabbiarsi con una persona, poi con un'altra, infamare la seconda che non coglie ma far offendere la prima che non c'entrava niente. E pagarne le conseguenze. Ah no. Questa potrebbe essere sfiga.

E poi ho riflettuto sulle parole.
Su quelle che scrivo su FB e su quelle che scrivo nel blog.
Non avevo mai pensato che, una volta scritte, le parole non sono più mie. Che chi legge le prende, e ne fa quel che vuole.
Magari qualcuno pensa che FS sia veramente una pazza monotematica innamorata, e non è così.
Magari qualcuno pensa che Giuditta sia una povera sfigata ben avviata sulla via della pazzia.
Quando parli vedi l'effetto delle parole sulla faccia di chi hai davanti.
Quando scrivi, lasci volare le parole senza sapere su chi si poseranno.

Ho la tentazione di non parlare più, onde evitare dolorose conseguenze.
Ho la tentazione di non scrivere più, onde evitare errate impressioni.

Oh, a me l'inattività provoca strane paranoie.

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