Giuditta ha questo pensiero - latente ma non troppo - per cui i problemi nella vita possono essere di due tipi: o sono piccoli problemi e si risolvono da soli quindi è inutile preoccuparsene, o sono grandi problemi che se si risolvono lo fanno da soli e quindi è inutile preoccuparsene. E' anche vero che applica solo la prima parte del teorema - quella per cui si risolvono da soli - e non la seconda - quella per cui è inutile preoccuparsi -, visto che passa la vita preoccupandosi di tutto, per tutto e per tutti. Insomma, c'è un ampio margine di miglioramento.
Giuditta non ha ancora capito se il mal di denti rientra nel primo o nel secondo caso, resta il fatto che se ne sta sull'albero a cantare e aspetta che si risolva da solo.
Il mal di denti evidentemente non lo sa, che si deve risolvere da solo, perchè stanotte ha dato il meglio di sè stesso.
Va bene. Per tutto il giorno Giuditta ha avuto una leggera uggia che le ha impedito di gustarsi a fondo la giornata di sole. Ma insomma, qualche doloretto, magari qualche fitta e un leggero prolungarsi del dolore dal dente infame all'orecchio non hanno mai ucciso nessuno. Basta prendere la giusta dose di medicina. Cosa che Giuditta ha fatto.
Poi arriva il momento di andare a letto. E quell'uggietta si trasforma in dolore lancinante che non lascia spazio intorno a sè per nient'altro. Non si capisce perchè. Non potrebbe andare a dormire anche il mal di denti? Non ha un ritmo sonno - veglia da rispettare? No. Argh.
E non si può nemmeno prendere prendere altra medicina, avendo raggiunto dose quotidiana. E lui, QuelloCheTuttoFaPassare, in casa non c'è. E' finito. Argh.
E allora andiamo a letto. Qui Giuditta si è accorta di alcune disfunzioni fondamentali.
In primis, il suo patrimonio cuscinesco è evidentemente rimasto vittima della crisi, perchè da 3 cuscini - sistemati in modo che a seconda della posizione Giuditta ha un cuscino con altezza diversa - si ritrova con uno solo. Così basso e sottile che per rendersi conto che c'è bisogno di metterlo a doppio. Argh.
E poi. E poi. Un ottimo metodo per rendere inefficiente il mal di denti è quello di dormire seduti, o perlomeno un po' semidistesi. Tre denti del giudizio particolarmente bastardi hanno edotto Giuditta su questo e molto altro. Allora, prendiamo questa tristezza di cuscino, appoggiamolo al muro e stunk. Chi cazzo ha messo questa mensola qui, esattamente sopra la Giuditta - testa? Bum. C'ha battuto anche il braccio. Stunk. Di nuovo la testa. Ecchecazz, ora vado a prendere SignorNo e gli faccio spostare 'sta mensola, e chi se ne frega se sono le due di notte. Qui il rischio non è il mal di denti, ma quello di sfracassarsi la testa a forza di stunk.
Stunk. Appunto.
Vabbè, magari SignorNo non sarebbe proprio felice di essere svegliato adesso.
Allora vado in bagno, che magari mi distraggo e passa. No. Non passa.
Uhm. Potrei leggermi qualche Topolino. Accendo la luce che magari FS si sveglia e mi fa un po' compagnia. No. FS non si sveglia. Però comincia a russare. Lo sapevo che quella bionda ha l'anima da camionista.
Allora... allora... potrei passare ciabattando più e più volte davanti a camera di SignorNo e EvvaiCosì, che se faccio casino magari qualcuno che si sveglia e mi considera lo trovo. No. Nessuno.
Evito di farlo davanti a camera di RincoNonna, con lei corro il rischio che si svegli davvero e allora rimpiangerò la commozione cerebrale.
Rimettiamoci a letto che è meglio.
Cerco di pensare ad altro.
Disneyland. Mal di denti.
RAGazzo. Mal di denti.
Mare. Mal di denti.
Ho detto che devo pensare ad altro.
Una nuova meravigliosa vita in un'altra città. Mal di denti.
Ma che palle.
Verso le 4:30, spinta da non si sa quale divinità, Giuditta arrotola una sciarpa e la sistema tra il cuscino e la sua guancia. Non si sa se per il calore o per l'arresto della circolazione sanguigna con conseguente perdita di sensibilità, ma il mal di denti si riduce. O forse era solo stanco.
Alle 6:30 ecco di nuovo l'amico. Ecchepalle. Due ore non mi bastano. Voglio dormire ancora.
Voglio. Dormire. Ancora. Vai a disturbare qualcun'altro.
Però c'è un raggio di sole che occhieggia alla finestra.
Giuditta striscia fuori dal letto e va da EvvaiCosì. "Mamma mammina, sei così carina, mi andresti a prendere la medicina?". Avanti, alzi la mano chi non vorrebbe una figlia così amorosa e che per di più parla anche in rima alle sei di mattina.
EvvaiCosì, da brava mamma votata al martirio, va a preparare la medicina. Dose doppia.
Giuditta, da brava figlia, la prende e riesce a dormire altre tre ore. Uhm, vabbè, facciamo quattro.
Si sveglia, e il mal di denti è passato. E' passato l'infame, capito? Adesso è passato, adesso che sull'onda della disperazione avrei potuto chiamare il dentista, adesso che potrei comprare QuelloCheTuttoFaPassare, adesso che sono tutti svegli e disponibili a qualsiasi mia richiesta, adesso che posso leggere senza correre il rischio di svegliare FS ed essere ricoperta di improperi.
E'. Passato. Adesso.
Ma io lo so che si ripresenterà.
Ancora un paio di notti così, e Giuditta sarà pronta ad affidarsi al primo dentista itinerante che trova.
Nessun commento:
Posta un commento