venerdì 21 maggio 2010

Cap. V - Milano: ristorante cinese all around the world

Uno nella vita deve avere delle granitiche certezze.
Che non può piovere per sempre. Che dopo la pioggia spunta sempre il sole.
Che la Nutella non ti tradisce mai, almeno finchè non ti pesi.
Che questa casa non è un albergo.
Che la mamma è sempre pronta a farti uno spuntino.
Certezze, insomma.

Un'altra certezza che penso sia universalmente riconosciuta è che i cinesi sono ovunque, sono tutti uguali e non muoiono mai.
Quindi, quando ti dirigi al ristorante cinese, ovunque tu sia, ti adagi. Sai cosa ordinare, sai quanto saranno veloci a portare le ordinazioni, sai quanto pagherai.
Il ristorante perfetto per chi soffre di ansia coatta.
Non solo.
Anche se l'inappetenza ha preso il sopravvento, io amo mangiare le cose unte. Quelle che non sai cosa sono. Che ti devi fidare per forza, o che perlomeno preferisci non sapere.
Il ristorante cinese è una botta di vita. Davvero. Ogni tanto vado in astinenza e me lo ordino a domicilio.
Toglietemi tutto, ma non il ristorante cinese.
Bene.
Arriviamo. Anzi: “Tiamo allivati” (miei cari, considerata la vostra età complessiva, ritengo necessario richiamare la vostra attenzione sul luogo in cui ci troviamo. Attenzione, non è che non mi fido delle vostre capacità intellettuali applicate al rito quotidiano dell'alimentazione, solo che la gioia di ritrovarci qui riuniti mi spinge a un garrulo entusiasmo che così mi piace esprimere).
Ci sediamo.
Ci portano le nuvolette di drago. Senza salse.
Ora, capisco che siamo in Lombardia. Capisco che il ristorante cinese è famoso per la sua celerità.
Ma se non mi porti le salse, che gusto c'è a mangiare le nuvolette di drago a secco?
Vabbè.
Pensiamo a cosa ordinare.
Uhm.
Chips di gamberi. Ma sì.
E poi. E poi. Spaghetti alla piastra. No, gli spaghetti di soia sembrano vermicelli silvestri.
Uhm. Gamberi. No, vediamo di variare un minimo.
Pollo al curry. Sì. Pollo al curry. Lo so che rischio di mangiare gatto. Ma preferisco non pensarci.
Oh bene. Ordiniamo.
GC: “Allora, io prendo le chips di gamberi...”
CameLiela: “Queste sono le chips di gambeLi”
GC: “No, queste sono nuvolette di drago”
CameLiela: “No, queste chips di gambeLi”
GC: “...”
Va bene. Prenderò il toast di gamberi. In cambio ci portano le salse. Non si può avere tutto nella vita. Ma questo mi sembra un buon compromesso.
Solo una nota: TassioPissa, per non venir meno alla sua fama, ordina pizza. Lo so. Non dite niente.
Gli vogliamo bene così com'è. Basta che a fine pasto non veda una tartaruga che gli corre incontro per fargli le feste. Sì, è successo. No, non lo racconto.

Cibo. Alla solita velocità cinese con in più quel pizzico di frenesia lombarda.
Credo che, ai miei ritmi, il pollo al curry lo digerirò tra un paio di giorni.
Burp.
Magari una sigaretta aiuta.
Prendo Viox, Lox e la borsa e usciamo a fumare la sigaretta.
Nel mentre facciamo anche quattro passi.
Quattro passi di numero.
Anche perché Lox si attacca alla prima vetrata – peraltro quella giusta – e attacca a chiamare mamma e papà. Ora, sicuramente ci saranno dei sottointesi che nella mia torpidezza postprandiale non riesco a cogliere. Comunque quattro passi riusciamo a farli.
Viox invece ha freddo. E' vero che Viox ha freddo anche sotto il sole.
Ma prima che mi si trasformi in ghiacciolo li riporto dentro.
Spero che quei due abbiano avuto il tempo di piccionare almeno un po'.
E comunque io la sigaretta l'ho fumata, quindi lo scopo precipuo della missione è stato raggiunto.

Ora toccherebbe al dolce.
Nel menù c'era scritto che avevano la torta cinese. Questa torta cinese mi spirava abbestia.
Quando ci hanno portato l'apposito menù con le foto, abbiamo scoperto che qui “torta cinese” è solo una torta di quelle tipo Bofrost. Comunque ce n'è una alla fragola che ha un colore troppo chimico. Non posso non assaggiarla.
Lox: “A me pace quetta” (mia gentile commensale, come sai non amo troppo esprimermi in pubblico, di conseguenza ti sarei grato se potessi far presente alla cameriera che vorrei anch'io una fetta di questa torta dal colore così atipico, che con la sua lucentezza ha colpito la mia fervida immaginazione causandomi un eccesso di salivazione)
GC: “Ok, Lox, piace anche a me, che ne dici di fare a mezzo?”.
Tra due inappetenti ci sta che riusciamo a finire un'intera fetta di torta.
Arriva la torta. Vista così sembra ancora più chimica che non in foto.
Ehm.
Quasi mi sento in colpa a farla mangiare a un pargolo.
Vabbè, vive in Lombardia, dovrebbe essere abituato all'inquinamento chimico della sua persona.
E' talmente abituato che riesco a malapena ad assaggiare la torta.
Non parliamo poi di mangiare il bottone di cioccolata. Non ho nemmeno ardito pensare di mangiarlo. Troppa paura.
Bene. Beh, la torta doveva essere buona.
L'ha mangiata tutta.
Possiamo tornare a casa.
Ohhhhhhhhhhhhhhh. Sono tornati la NonnaMare e il NonnoCupido.
Ohhhhhhhhh che bello. Era tantissimo che non li vedevo.
Ehi, il NonnoCupido è abbassato. Giuro, sembrava più alto.
Ma forse sono cresciuta io. Ecco, mi piace di più questa opzione. Sono cresciuta io. Sìsìsìsìsì.
Allora. Loro sono i genitori di TassioPissa, mentre i genitori di SorellAmica sono ZioGhiro e ZiaLiana. Lo dico solo per il gusto dell'albero genealogico. Prometto di parlarne diffusamente poi.
Comunque.
Io adoro TassioPissa. Non solo perché ha portato la luce dopo AbominUomo. E' che è proprio adorabile di suo - sempre che adesso non si monti la testa -. SorellAmica se lo merita, eh, non fraintendetemi, ma diciamocelo: ha pure avuto una buona dose di culo. Ehm. Fortuna.
Quando ho conosciuto i suoi genitori, dimolto tempo fa, ho adorato pure loro.
Ma al di là di TassioPissa. Sono così calmi, tranquilli, sereni, pacati e nonneschi.
Li vorrei anch'io, ma temo che all'Auchan li abbiano terminati.
Anch'io ho avuto un nonno fico abbestia, ma mai al livello di NonnoCupido. Ricordo scene di quando Viox era mignon che mi mandano ancora in brodo di giuggiole.
NonnaMare me la vorrei portare direttamente a casa - tanto entra in valigia -, ma non credo che qua siano contenti se gli mando RincoNonna come conguaglio.
L'unica soluzione è rimanere qui.
Ecco.
Ora TassioPissa ci dà pure una dimostrazione della sua bravura sullo skateboard.
Oddio si sfracella.
Oddio, se si rompe l'anca alla sua età si alletta.
Mah, a me sembrava più bravo Lox.
Magari evito di dirglielo. Comunque io non sono capace nemmeno di montarci, quindi meglio se taccio.
Taccio.
Del resto, la serata è finita.
Sigh. Domani mattina si riparte. Sob.
Non voglio.
Chissà se fare le bizze può aiutare.
Forse no.
Andiamo a fare la valigia, va'.
Che devo fare spazio per portarmi via NonnaMare.

(per la cronaca, Giuditta è tornata a casa con il treno giusto, all'ora giusta, e appena salita in macchina si è messa a pensare come e quando tornare a Milano)

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