lunedì 26 aprile 2010

Momento out...let

La parola outlet, che fa venire la pelle d'oca ai puristi dell'italiano, scivola sulla lingua delle shopaholic di tutto il mondo.
E' come Disneyland ma senza Topolino.
Evoca pensieri stupendi che nascono un poco strisciando.
In un outlet trovi tutto il mondo. A prezzi scontati.
Cibo, vestiti, accessori. Praticamente l'indispensabile. Diogene sarebbe fiero di me.

Venerdì ci siamo svegliati con calma. Abbiamo fatto una colazione luculliana. Preso due caffè. Ci siamo lavati, vestiti e pettinati.
Dopo poco meno di 10 euro di autostrada - ma quanto costa l'autostrada in Liguria? altro che asfalto misto cachemire - siamo arrivati.

Il Paese delle Meraviglie.
Il Paese dei Balocchi.
Il Paese della Cuccagna.

Chiamatelo come vi pare.
Abbiamo un'entrata con Porta Monumentale, Piazza con Fontana, Portico, strade principali e strade leggermente secondarie-ma-non-troppo.
L'avevo detto che era un paese, no?

Siamo entrati in tutti i negozi. Tutti.
Alla fine avevo il neurone sovraeccitato che mi girava in testa gridando "Avrete notizie dal mio avvocato! I neuroni sono protetti in quanto in via di estinzione!!".
Questo non mi ha impedito di comprare un bellissimo bauletto in pelle, fucsia, calorie sotto forma di cioccolato e lecca - lecca, completini per la futura gioia di un Uomo o di un RAGazzo, e trucchi vari ma sempre indispensabili.

Alle 15:00 qualcuno ha espresso la necessità di tornare a casa. Qualcuno che non era il mio neurone, intendo. E' rimasto comunque inascoltato. C'era un negozio che mi chiamava, e non riuscivo a sentire nient'altro.

Siamo usciti dal Fantastico Mondo dello Shopping Selvaggio alle 17:00.
Troppo presto? Forse.
Ci siamo fermati da McDonald a fare pranzo, tanto per non smentirsi mai.

Sono riuscita a seminare il rimorso della compratrice.
Speriamo non mi trovi.

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