E poi arriva il momento del ritorno.
Arriva sempre, ma saperlo non aiuta.
Il treno è in ritardo di 20 minuti. Sgrunt.
Già sono malinconica di mio, aspettare 20 minuti in questa ministazione non mi rallegra manco per niente. Passo il tempo cercando di ricordare la differenza tra malinconica e melanconica. Niente da fare. Melanconica mi fa solo venire in mente una malinconica con una mela in bocca. Uhm.
Il treno in ritardo arriva in perfetto orario, bontà sua. Meno male, 'sta cosa della mela in bocca stava iniziando a causarmi dei traumi.
Io e Malinconia saliamo e ci sediamo dalla parte giusta del treno. Quale? Ovviamente quella che guarda la parte giusta della Liguria. Il mare.
Tra una sbirciatina al mare e un messaggio per tranquillizzare la Capriccio Famiglia, ripenso a questi giorni appena passati.
Giovedì: il viaggio di andata - e chissà che fine ha fatto la palla di cristallo del primo controllore -, la merencena - ovvero come mangiare pollo arrosto con la cioccolata alle 17:30 ed essere felici -, e la visione ripetuta de Il boss delle torte su Sky.
Venerdì: la colazione pantagruelica con doppio caffè, la giornata nel Meraviglioso Mondo dello Shopping Selvaggio, l'amore a prima vista per la mia nuova borsa, e il pranzo da McDonald alle cinque di pomeriggio. Per non parlare del caffè con panna e cioccolato preso all'outlet della Lindt.
Sabato: il caffè in paese, perchè non sia mai che me lo preparo da sola - e comunque il barista mi sta simpatico -, la focaccia al Fornetto, il pranzo in giardino. Chiacchiere e confidenze fino all'arrivo dello Smontatore Folle, colui che ha il merito di avermi insegnato a smontare piastrelle con martello e scalpello mentre lui usava il piccone - e comunque è l'unico che è riuscito a farmi stare in piedi per più di 10 minuti consecutivi, quindi lode al merito -. Per chi fosse interessato, l'operazione è stata immortalata su video.
Domenica: la lettura de L'amore ai tempi del colera tra le margherite del giardino, dopo essermi assicurata che i girini fossero sopravvissuti allo Smontatore Folle, che in quanto tale sente la necessità di uccidere tutto ciò che si muove. Me compresa (purtroppo): per la cronaca, c'ha provato lanciandomi in testa un mandarino, ma è stato deviato dalle corna, che fortunatamente non hanno subito danni. E meno male, con tutte le cure che gli ho dedicato. E poi il pranzo a base di pesce, la centesima visione di Sex and the City: the movie. Spero di non dover aspettare troppo per la centounesima, potrei andare in astinenza da griffe. E subito dopo Angeli e demoni, anche se il libro è molto-molto-molto meglio. E' da quando avevo 7 anni che dico che non vedo i film dei libri che ho letto, dopo essermi amareggiata un pomeriggio criticando un adattamento televisivo dell'Odissea. A 7 anni conoscevo l'Odissea a menadito e detestavo Pinocchio. Un'infanzia degenere. Comunque è da quando avevo 7 anni che continuo a guardare i film tratti dai libri che ho letto. Prima o poi imparo. Forse.
Lunedì: un relax così completo che ho smosso le reali chiappe dal letto solo per andare a comprare le sigarette - notorio bene di prima necessità - e per preparare il pranzo - 10 minuti e 4 passi -. Poi chiacchiere, risate, cibo, TV e una buona dose di introspezione. Per finire in bellezza, un mal di testa abbastanza lancinante da costringermi ad andare a letto con le galline. Nel senso che era molto presto, non che ho dormito con dei pennuti scodellatori di uova. Forse è stato causato dall'introspezione. Forse dall'overdose di biscotti al burro. Chissà.
E arriviamo a stamani. Con abbastanza tempo davanti per ripensare a ogni minimo dettaglio dei giorni appena trascorsi, ma anche per farsi venire ogni tipo di ansia per quelli ancora da venire.
La Spezia.
Lo sapevo che stavo tornando a casa. Me lo sono ripetuta tutta la notte. Me lo sono ripetuta sul treno che mi ha portato qui. Ho fatto al contrario le stazioni che mi ricordavo da giovedì. Ho cercato il mio studente universitario a Genova Sampierdarena. Ho immaginato la Tour Eiffel a Genova Piazza Principe. Ma ho capito bene che sto tornando a casa solo quando ho cercato il binario da cui parte il treno per Firenze SMN. Che fra l'altro è lo stesso binario da cui partiva il treno per la mia destinazione finale giovedì. Il destino ha uno strano senso dell'umorismo, lo dice sempre FS. In un soprassalto di indipendenza, o forse nell'inconscia speranza di perderlo, non ricontrollo nemmeno.
E infatti il binario è vuoto. Vabbè, è ancora presto. Posso accomodarmi su questa panchina. Sono stata in piedi per circa 4 minuti e sono già stremata. Ecco, non ho tempo nemmeno di riposarmi un attimo. Una voce dall'oltretomba annuncia che il treno non parte più dal binario 4 ma dal binario 1. Binario 1 sud.
Mumble mumble.
Ora, è piuttosto palese dove è il binario 1. E ho un anticipo pazzesco, figuriamoci se mi faccio venire l'ansia per un semplice cambio di binario. Quello che mi mette l'ansia è la ricerca della bussola che mi spieghi dove è il sud. Mi sento un po' come Harry Potter nel primo film, quando cerca il binario e non pensa manco per niente a infilarsi nel muro. Oddio, non è che mi devo infilare in qualche muro anch'io?
Ouch. No, niente muri magici. Solo muri di mattoni.
Allora. Niente panico. Niente. Panico.
Chiariamoci: secondo me i punti cardinali sono un'invenzione del demonio. Per poter dire dove si trova un posto a caso, devo:
1) chiudere gli occhi
2) riportare alla mente la cartina dell'Europa politica
3) visualizzare l'Italia (colore rosa, il resto del mondo è giallo e non chiedetemi perchè: non si fanno domande di cui non si è sicuri di voler sapere la risposta)
4) ricordare che a destra c'è l'est: se non ho l'orologio e quindi ho dei dubbi sulla destra, ho come riferimento la Polonia. Quella è sicuramente ad est.
5) ricordare che a sinistra c'è l'ovest: nel caso in cui non abbia tempo di capire qual è la sinistra, considero che è la parte della Sardegna.
E poi c'è chi si accontenta di guardare da che parte nasce il muschio sugli alberi. Pivelli.
Comunque un distinto signore in giacca, cravatta e distintivo delle FFSS (Ferrovie dello Stato e non Fantastiche Sorelle) mi indica il treno giusto senza bisogno di sfoderare cartine, bussole o alberi muschiati. Salgo con un lussuoso anticipo di 7 minuti. Brava me.
Da La Spezia a Siena è un unicuum, anche se devo cambiare un treno il tempo da aspettare è minimo.
Casa, arrivo. Finalmente.
Dopo mezz'ora passata con la CapriccioFamiglia, mi sto chiedendo quando potrò ripartire senza causare uno scandalo.
Ma ancora non ho trovato una risposta.
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