sabato 3 aprile 2010

Amnesia

Stamani sono capitata mio malgrado in soffitta. Tra uno slalom tra gli scatoloni e un SuperG per le scale, ho ritrovato un fascio di lettere che ho scritto nel settembre del 2003. Fin qui niente di strano, sono sempre stata una scrittrice compulsiva. La prima lettera era destinata al Destinatario per eccellenza di quel periodo, ed è inutile che sghignazziate, perché tra me e il Destinatario non c'è mai stato niente che non fosse la consegna della lettera settimanale, a volte addirittura bisettimanale.
L'altra lettera, della lunghezza record di sette-pagine-sette, era per qualcun'altro. Qualcuno che non mi rispondeva al telefono, che non mi portava al cinema, che non mi telefonava. E dov'è il problema, direte voi? A te piace essere elegantemente ignorata, quindi è tutto a posto. Cari miei, il problema non è che questo spregevole individuo mi ignorasse, il problema è che non ricordo chi fosse. Il settembre 2003 è un mese meravigliosamente sgombro di uomini, Destinatario a parte. Uscivo da un anno disastroso, il peggiore della mia vita in assoluto, mi ero appena iscritta all'università, mi ero appena trasferita... non c'era nessun uomo. E nemmeno un ragazzo. Nessuno nessuno nessuno. E allora chi cavolo era questo tizio? Che amarezza, non mi viene in mente nessuno. Mah. In compenso, in mezzo alla lettera, ho trovato una specie di sproloquio, che vi riporto in toto.




Sette anni di voli pindarici.

 Ci siamo. Dopo anni di attesa (forse sono stati secoli, forse solo minuti), finalmente ho trovato un uomo disposto a impalmarmi. Dite che è un termine superato? Ricordiamoci che stiamo sguazzando nel romanticismo e nella tradizione. Quindi cancelliamo con un bel colpo di spugna tutti gli ultimatum che gli ho (e a cui lui ha evidentemente creduto, povero ingenuo), tutta la fatica che ho fatto per convincerlo che in realtà non mi interessava affatto sposarlo e che avrebbe conservato i suoi spazi-i suoi amici-il suo tempo libero (sì certo come no), dimentichiamoci tutti i travasi di bile che mi ha fatto venire con il suo comportamento così prettamente maschile (...ma tanto io riuscirò a cambiarlo...), e tutti i momenti in cui ho pensato di farmi un nuovo fidanzato in pasta di pane, e prepariamoci a questo grande passo. Che mi cambierà la vita (oddio, come la arredo la cucina?), che unirà due vite diverse per formarne una nuova (e unirà anche due armadi, urge correre ai ripari), che ci farà trovare nuovi compromessi per vivere felici e contenti (io apparecchio, te cucini, sparecchi e lavi i piatti). Vuoi prendere questo uomo come tuo legittimo sposo e amarlo e onorarlo nel bene e nel male, in ricchezza e povertà, in salute e malattia, finchè morte non vi separi? Ah, sono parole così... così... ma parliamo delle cose veramente importanti: il vestito sarà meglio bianco ghiaccio o avorio? E il bouquet?
Allora, andiamo con ordine. Partiamo dalla chiesa. Deve essere caratteristica, fotogenica, non troppo grande perché sennò mi tocca invitare troppa gente ma nemmeno troppo piccola altrimenti non c'entra quel centinaio di persone che non possono assolutamente mancare... credo che mi accontenterò della chiesa perfetta. Poi c'è il ricevimento: serve un ristorante caratteristico, fotogenico, non troppo grande sennò mi tocca invitare troppa gente ma nemmeno troppo piccolo altrimenti non c'entra quel centinaio di persone che non possono assolutamente mancare... credo che mi accontenterò del ristorante perfetto. Poi ci sono gli invitati: servono invitati caratteristici, fotogenici, non troppo grandi... ah no, quello era un altro discorso. Gli invitati... uhm... allora, le mamme, i papà, sorelle, fratelli, nonne, zii, cugini e cugine, biscugine e biscugini, triszii e triszie, e ovviamente gli amici. Le mie amichette e i suoi pseudo-amici. E anche qualche non-amico, tipo la S. che se lo voleva sposare lei ma ho vinto io e di conseguenza si deve rendere conto di quanto è sfigata disperata brutta antipatica e con troppi problemi per trovare un uomo, o il C. che invece non mi ha voluto sposare e di conseguenza si deve rendere conto di quanto è sfigato disperato brutto antipatico e con troppi problemi per trovare una donna. Le partecipazioni: un caos di genitori che invitano ma forse è meglio se invitano direttamente gli sposi ma forse possiamo trovare un compromesso e che indirizzo mettiamo e ricordati l'ora e speriamo che rispondano in tempo utile e qual è l'indirizzo della chiesa e invece dove si trova il ristorante magari è meglio se alleghiamo una cartina no meglio ancora se regaliamo a tutti un navigatore satellitare sai che potremmo farli portare da un risciò?
E poi ci sono io. La parte fondamentale di questo meraviglioso processo. Oh, non sono incinta, mettiamolo bene in chiaro, che sposarsi incinta è tanto di moda e io invece – con il mio vestito bianco, il mio bouquet tondo, il velo e la marcia nuziale – intendo distinguermi dalla massa. E' per questo che mi sposo di maggio. Ma continuiamo a parlare di me. Devo scegliere il vestito: il colore è un problema, la mia particolare carnagione necessita di attenti e precisi accostamenti; c'è da scegliere il velo, il diadema, i guanti, il bouquet. A proposito del bouquet: perché mai lanciarlo a un gruppo di oche sgallettate che si calpesteranno per prenderlo, nella più o meno vaga speranza che poi tocchi a loro? E perché dovrei spendere soldi in più per farne fare una copia? Ma siamo matti?? Se quelle sono single e aspettano il mio bouquet per sposarsi... aspetteranno ancora. Io il bouquet me lo tengo.
La torta: ho sempre sognato una torta a 10 piani, ma sono così carine anche quelle enormi a un solo piano... e poi, all'americana o all'italiana? Con la crema o il cioccolato? Pan di spagna o millefoglie? Con la frutta? Con i fiori? Con la glassa? Dopo che avrò preso una decisione, farò decidere a Lui. Ah già, lo sposo: il vestito l'ho già scelto con il suo sarto, il bouquet l'ho già ordinato e il fioraio sa già a che indirizzo mandarlo, casomai Lui si dimenticasse, e ho contattato tre bodyguard che lo piantoneranno all'altare finchè non arrivo io. Mi pare che Lui sia a posto, no?Giusto, le foto: lo farò ubriacare così non si accorgerà di quello che sta succedendo e sarà più fotogenico.
Il tempo stringe, ci sono un sacco di cose da fare, devo fare in fretta... le fedi gli addobbi le canzoni il corso prematrimoniale la lista nozze la luna di miele Lui i vestiti per le damigelle i testimoni la festa di addio al nubilato la festa di addio al celibato i libretti per la funzione l'aperitivo il bicchiere della staffa... devo fare in fretta... fretta... frettaaaaaaaaaaaaaaaaaa.
Era solo un sogno, beh, un incubo. Sette anni di voli pindarici hanno fatto il loro effetto, e la peperonata ha contribuito. Lo ammetto, è stato un sogno/incubo un po' estremo, in realtà non sono così... o forse sì... in caso di fidanzamento mi preoccuperò. Tanto per ora non ci sono problemi di questo tipo. E comunque da tutto questo ho tratto un grande insegnamento: a cena devo mangiare più leggero, ormai ho una certa età!!

Ecco. Devo solo fare un appello: caro ragazzo di cui non mi ricordo, ma che hai contribuito insieme alla peperonata a questo sogno/incubo... se ci sei batti un colpo!!

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