Il meteo si adegua.
L'abbigliamento pure. Arrivederci shorts di jeans, vi porterò nel cuore.
Giuditta si preoccupa.
Pur nella non-certezza, Giuditta ha comunque iniziato a preoccuparsi.
Oh, quando una si preoccupa, si preoccupa.
Le preoccupazioni di Giuditta si possono riassumere così:
1) riuscirà a trovare il trolley enorme e rigido dei suoi sogni?

Alviero Martini, creatore di questi meravigliosi trolley, è da escludersi.
Mica per altro, sono bellissimi, ma scommetto che quello mignon costa più della vacanza a Disneyland (volo a/r + navetta a/r + rinnovo del passeport + albergo + cibo + shopping compulsivo + extra).
Giuditta è quindi alla ricerca di un trolley più economico - che insomma non la costringa a dormire su una panchina all'aereoporto di partenza - enorme, colorato, le cui misure non superino il limite bagaglio consentito e nemmeno l'altezza di Giuditta stessa, perchè non è bello essere scambiata per un bagaglio a mano. Giuditta ha già messo gli occhi su un enorme trolley rigido verde acido di Carpisa, ma questo non le impedisce di preoccuparsi. Inoltre, conoscendosi bene - molto bene -, Giuditta ha pensato di infilare nell'enorme trolley rigido un borsone da usare eventualmente come bagaglio a mano. Per l'esattezza il malefico piano di Giuditta è il seguente: portare poca roba + il beauty (in cui per definizione non c'è mai poca roba) + un borsone morbido, tutto dentro l'enorme trolley rigido onde evitare rogne per i liquidi, sentirsi molto virtuosa per questo, e al ritorno traslare la poca roba nel borsone, riempire il trolley dei frutti del suo shopping compulsivo e lasciare lì anche il beauty, e sentirsi molto intelligente per aver pensato a una soluzione del genere. Ma chissà perchè Giuditta continua a preoccuparsi.
2) riuscirà a trovare un phon da viaggio che non le scoppi in mano come l'ultimo?

Questo non è quello che le è scoppiato in mano, sia chiaro. Ma l'esperienza non è stata bella. Più che altro per i capelli di Giuditta. Ora, parliamone. Giuditta ha capelli fini così lisci che gli spaghetti in confronto sembrano riccioli. Questo in condizioni normali. Talvolta i capelli di Giuditta entrano in crisi di identità e non sanno più chi sono nè dove stanno. Così un terzo si arricciola, un terzo si spaghetta e un terzo rimane indeciso. Ovviamente, il phon dà forfait sempre in questi momenti. E' pur vero che lo sciccosissimo hotel in cui Giuditta sperabilmente soggiornerà fornisce il phon, in bagno. Sì, lo stesso phon che si trova nelle piscine. Comodissimo, eh. Se Giuditta avesse intenzione di passare la notte ad asciugarsi i capelli e di essere scambiata per la Bestia della Bella e la Bestia, il giorno dopo, sarebbe perfetto. Ma Giuditta è fiduciosa. Un paio di preghierine a S. Antonio - patrono delle cause perse - e si aggiusterà tutto. Forse.
3) riuscirà a trovare un pigiama che le aggradi?

Prima di tutto bisogna considerare che in albergo fa caldo. Fuori i pinguini accendono falò di segnalazione per farsi salvare, mentre dentro si circola in costume e pareo. No, il pareo no. Diciamo in costume e kaftano. Anche se la temperatura della camera può essere regolata, ovviamente, la notte nessuno si alza a farlo. Una persona normale mugugna, suda, si scopre, si raffredda, si ricopre e nemmeno se ne accorge. Giuditta no. Giuditta mugugna, suda, si muove, suda, si rigira, suda, ansima, suda, impreca nel sonno, suda e si sveglia la mattina dolorante e stanca. E pure puzzolente. Ergo, necessita di un pigiama che sia abbastanza leggero da non farla sudare ma anche abbastanza pesante da non farla bubbolare. Ah sì, perchè Giuditta se si raffredda resta fredda. Non riesce a scaldarsi senza un aiuto esterno - un falò, una borsa dell'acqua calda, uno scaldapiedi -. Insomma, la questione va valutata attentamente. Molto attentamente. Perchè poi c'è anche la questione estetica. Il pigiama ti frega. Quando sei in pigiama sei struccata. Bisogna bilanciare in qualche modo. Passare davanti allo specchio e vedersi con la faccia aragostata e un pigiama informe fa aggricciare la pelle di chiunque. Almeno, quella di Giuditta si aggriccia. Ma il pigiama non deve nemmeno essere stretto, perchè passare davanti allo specchio con la faccia aragostata e la lonzina in evidenza è pure peggio. Insomma, quello del pigiama è un problema serio.
4) riuscirà a trovare il perfetto coordinato piumino + cappello + sciarpa + guanti?

L'unico oggetto su cui Giuditta ha le idee (vagamente) chiare è il cappello: il modello è come quello sopra; stoffa e colore, invece, sono tuttora sconosciuti. Il piumino deve essere caldo. Morbido. Esteticamente ineccepibile. E soprattutto va evitato il famigerato Effetto-Omino-Michelin. Ora, Giuditta è affezionata all'omino Michelin, le ricorda lo ZioGhiro. Lo ZioGhiro di mestiere fa il gommista. L'odore di benzina a Giuditta le fa girare la testa (da quanto è buono), è affezionata all'omino Michelin, ha visto cambiare ruote per buona parte della sua vita. Non sa usare il cric ma questo lo ZioGhiro non deve saperlo. Le sciarpe a Giuditta non mancano, ma una in più non fa mai male. Non prendono nemmeno tanto posto. Giuditta ha sciarpe di tutti i materiali e di tutti i colori. Ma avendo uno spirito da collezionista enciclopedica, Giuditta è aperta a ogni nuovo acquisto. I guanti meriterebbero un'enciclica. Allora. Morbidi. Pelosini. A tenuta stagna. Ben stretti al polso. Tempo fa Giuditta ha scoperto i guanti con i mezzi diti poi coperti da un cappuccio. Non li ha più abbandonati. Loro invece hanno abbandonato lei. Uno ha deciso di scoprire il mondo e non si sa dove è andato. Uno ha litigato con il cappuccio tagliando tutti i punti che li univano. Urge sostituirli. Giuditta può sempre armarsi di ferri e lana, e dimostrare al mondo di avere una manualità.
Giuditta continuerà a preoccuparsi ancora a lungo.
Ma, chissà perchè, queste preoccupazioni le fanno correre un brividino di emozione lungo la schiena.
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