mercoledì 12 maggio 2010

E son dolori

Si sveglia in piena notte. Un dolore sordo nella zona inferiore della guancia. Ecco, magari un po' spostato verso l'orecchio.
Cerca di non farci troppo caso. Cerca di girarsi e rimettersi a dormire.
Ci riesce solo con un certo sforzo. Però ci riesce.

Si sveglia di nuovo, ma è già mattina.
Si alza, e sempre il dolore sordo le fa compagnia.
Entra in bagno ad occhi chiusi. Prende lo spazzolino ad occhi chiusi. Ci mette sopra il dentifricio sempre a occhi chiusi.
Apre la bocca. No, non apre la bocca.
Ecchecazz, che è successo?
Si porta una mano alla bocca, apre gli occhi.
Un criceto la guarda dallo specchio.
Un. Criceto.

Ecco l'urlo viscerale. Ecco l'attacco di panico.
E invece no. Prrrrrrrrrrrrrrrrrrr.
Scende le scale con tutta la classe che la contraddistingue e chiede: "PoTToaveLeunaulinpeLfavoLe?"
La risposta è ovviamente: "Eh????"
Se lo prende da sola.
Si accascia sul divano a covare il suo dolore.

Un urlo atavico: "A tavolaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa".
Si alza e si trascina al suo posto.
Carne. Ovvero, apri la bocca e mastica. Dolore: "Gnonhotantafamesob".
Si rimette a covare e chissà che alla fine non nasca il pulcino.
Caffè: "GnoGnonpoTToapLiLelaboccasighmapoTToaveLeunaTToaulin?"

Passa il pomeriggio traducendo un testo incomprensibile dall'inglese. E' incomprensibile a priori, e il fatto che sia in inglese non aiuta.
Dolore. Dolore pulsante. Dolore continuo.
Ma resiste. Che donna.

Un altro urlo le ricorda la cena.
Pasta. Ovvero, apri la bocca e mastica. Dolore: "GnonhofamesobGnonèchemagaLiscèunomogeneiSSato?".
Che orrore. Che fine ha fatto la sua dignità? Un omogeneizzato?
C'è solo una soluzione: "PoTToaveLeunaTToaulinpeffavoLe?".

Alle dieci di sera gli Aulin iniziano a fare effetto, bontà loro.
Peccato che sia ora di andare a letto. Anche perchè dormire sta diventando solo una speranza.
Piuttosto vana. Ma lei è una donna coraggiosa.

Ecco. Forse sarà il caso che Giuditta prende il suo coraggio e porti il suo dolore dal dentista.
Ma probabilmente anche questa è solo una speranza di chi le sta intorno. Piuttosto vana.

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