lunedì 12 aprile 2010

Appuntamento - I parte

LUI: “ci vediamo domani sera?” (almeno ho il tempo di comprare i preservativi)
LEI: “può darsi” (devo fare la ceretta, lavare i capelli e fare il peeling)
LUI: “passo a prenderti a casa” (cerca di non fare tardi)
LEI: “va benissimo, allora ci vediamo” (almeno anche se ritardo sei lì sotto)
 
Qui per LUI finiscono i problemi.
Qui per LEI iniziano i problemi.

Oddio, ma avrò fatto bene a dirgli di sì?
Oddio, ma ci proverà? (se non ci prova è scemo)
Oddio, ma gli avrò dato un'impressione sbagliata?
Oddio, ma mica penserà che gliela do? (ovvio che gliela do, ma non deve pensarlo)
Oddio, mi serve un planning accurato per domani... procedendo con ordine:
  1. peeling;

  2. doccia + capelli;

  3. crema idratante faccia;

  4. ceretta;

  5. crema idratante corpo;

  6. vestizione;

  7. trucco;

  8. parrucco.
Nel caso in cui foste colti dal dubbio che sia una cosa facile, vediamo in dettaglio ogni voce.

1 – Peeling: la crema per il peeling ha sempre un colore abominevole, giallo vomito o verde palude; la deve tenere in posa un tot di minuti, e piano piano si solidifica tanto che deve arricciare la bocca, l'unica parte del volto che continua ad avere un minimo di mobilità, per evitare che le caschi la faccia. Poi la tira via... insieme alle impurità si porta via anche la frangia, le ciglia e le sopracciglia, la punta del naso. Dolore.

2 – Doccia + capelli: e dov'è il problema? Si fa tutti i giorni, no? Ecco, questa no. La doccia pre – appuntamento è un rito. Meglio ancora se è un bagno pre – appuntamento. Ma è già in ritardo, quindi si butta sotto la doccia sacramentando. Apre l'acqua. Cerca la temperatura giusta. Inumidisce il tutto. Guanto di crine. Scrub. Dolore. Miliardi di minuscole particelle penetrano in ogni poro. Sfrega. Sacramenta. Sfrega. Oddio è diventata rossa anche sotto le piante dei piedi. Le piante dei piedi! Prende la pietra pomice. Resta in equilibrio su un piede solo scivolando come se fossi sul ghiaccio. Sfrega la pietra pomice. Cambia piede. Sfrega. Scivola. Batte la testa. Sacramenta. Bagnoschiuma. Spugna. Schiuma. Insaponainsaponainsapona. Shampoo. Sciacqua. Balsamo. 'Azz, il balsamo negli occhi. Brucia. Dolore. Sciacqua. Esce. Dov'è l'accappatoio? Dov'è l'asciugamano? Scivola sulle piastrelle. Volo d'angelo. Atterraggio duro. Molto duro. Dolore.

3 – Crema idratante faccia: ok, qua va tranquilla. Ha un colore zuccheroso, una consistenza zuccherosa. Sull'etichetta c'è scritto solo per uso esterno. Chiude gli occhi e la mente ad altri eventuali usi.

4 – Ceretta: tutte le donne conoscono la teoria: la ceretta è il miglior sistema di depilazione. Toglie il pelo bulbo compreso, indebolendo il nemico nella speranza che decida di migrare verso altre gambe. Bene. Nella pratica la ceretta è esperienza dolorosissima, specie se autoindotta, perché non c'è nessuno da maltrattare se non la propria masochistica inclinazione alla gamba liscia. Cerca la schiuma da barba. Prende il rasoio al titanio ultimo modello. Sul perché gli uomini usano il titanio per i rasoi ma non sono ancora riusciti a creare un assorbente decente ci sarebbe da riflettere ma adesso non ha tempo. Scuote la bomboletta. Inumidisce la gamba. Spalma la schiuma. Passa il rasoio. 'Azz si è tagliata. Prende carta igienica, arresta il sangue. Sacramenta. Finisce. Asciuga. Passa all'altra gamba. Si taglia anche l'altra gamba. Sacramenta. Brucia. Dolore.

5 – Crema idratante corpo: qui vale quanto detto per la crema per il viso. Si va tranquille. Tranne quando la passa sui tagli recenti. Tira giù qualche santo dal Paradiso. Presto che è tardi.

6 – Vestizione: in bocca al lupo. Allora. Ogni vestito dà un messaggio. Che l'abito non faccia il monaco può crederlo solo qualche monaco puzzolente. Anzi, nemmeno, visto che i vari ordini si riconoscono dai sai che indossano. Cosa vuole messaggiare in questo caso? “Sono carina”: ok, questo è ovvio. “Sono carina e voglio piacerti”: no, non esageriamo, per lui piacerti è sinonimo di altra attività fisica. “Sono carina e disponibile a parlare”: no, lui si ferma al disponibile, che gliene frega di parlare? Ripartiamo. “Sono carina”: sìììììììììììììììììì s'è capito. “Sono anche intelligente”: cara, se tu fossi intelligente saresti già vestita. “Sono carina e non ci sto al primo appuntamento”: questo non è vero ma proprio per niente, ma facciamo finta che lo sia. “Sono carina, non ci sto al primo appuntamento ma ne voglio un secondo”: non sfidiamo la Divina Provvidenza, ricorda di stare attenta a quello che chiedi che potresti essere esaudita. Alla fine opta per la tenuta da primo appuntamento. Tutte ne hanno una nell'armadio, consapevolmente o meno. In questo caso abbiamo jeans, stretti che scoraggiano ma se sa dove mettere le mani non impicciano, ballerine, bon ton e facilmente scalciabili senza contare che ormai si possono lasciare le calze nell'armadio, e poi il coup de grace: la camicetta. Assolutamente bon ton come le ballerine, può essere abbottonata o sbottonata a piacimento. Sembra di essere vestite, ma è solo una pia illusione dovuta al fatto che la camicetta nella mente è associata alla maestra, alla mamma... e alla segretaria porno. Avrebbe potuto optare subito per la tenuta da primo appuntamento, ma avrebbe guadagnato 40 minuti, e non esiste arrivare in anticipo. La regola d'oro dell'appuntamento dice: “se arriva in anticipo è interessato/a quindi trattalo/a male; se arriva in orario è educato/a; se arriva in ritardo è un/a stronzo/a quindi per la famosa regola dello/a stronzo/a veneralo/a”.

7 – Trucco: è un piccolo dramma in sé e non esiste un trucco da primo appuntamento. Qui si va a naso. Correttore, occhiaie e brufoli. Fondotinta. Cipria. Terra. Matita occhi. Ombretto. Ombretto colorato o nature? Nature. Mascara. Rossetto? Lipstick? Lipbalm? Niente? Vacci di gloss. Ecchecazz, non si è lavata i denti. Lava i denti. Risistema il trucco. Non guardare l'orologio che il ritardo è abissale e se si distrae è peggio.

8 – Parrucco: asciuga i capelli. Stira i capelli. Piastra? Ferro? Lisci o ricci? Sciolti o legati? Non c'è tempo. Prende delle forcine. Tira su i capelli. Ferma i capelli. Sacramenta. Perderà le forcine durante i primi dieci minuti di flanella pesante. Lo sa, ma non le interessa. Dopo la flanella, solo un matto le guarderà i capelli. E poi perdere le forcine in macchina vuol dire segnare il territorio, e colonizzare non è mai male.

E' pronta. Lo sa. Afferra la borsa. Ci infila pacchetto di fazzoletti, portafoglio, cellulare, forcine di riserva. Gloss. Chiavi di casa. Esce. In testa un solo mantra: occhiapertigambechiuse.occhichiusigambeaperte.ehm.occhiapertigambechiuse.

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