Eh.
E insomma.
Perdindirindina.
Dunque.
1981 - 2011.
La matematica è implacabile.
Io c'ho provato eh. A contarne uno sì e uno no, intendo.
O a dimenticarne qualcuno.
Ma pare che non funzioni così.
Io preferisco considerarli 25 + 5.
Lo so che il totale non cambia.
Però fa un altro effetto, no?
Non sono mai stata una che si è data delle scadenze. E non intendo certo iniziare a farlo adesso.
Però credevo, come tutti penso, che a un certo punto diventasse più facile. Credevo di svegliarmi ventottenne e di avere il mondo chiaramente in mano, di muovermi con sicurezza per la mia strada, di mantenere una visione stabile, bianca o nera non importava.
Invece ti svegli una mattina trentenne e capisci che l'età è una bella fregatura. Che gli anni passano e te resti la stessa. Che te sei te, indipendentemente dalla quantità di candeline sulla torta. E continui a inciampare, per la strada si moltiplicano i bivi e il mondo rimane un'entità troppo grande per essere tenuto in mano, perso tra un'indefinibile quantità di sfumature grigie.
Ti accorgi che continui a rimanere figlia, perchè certi rapporti sono nella testa e non nella carta di identità, ti accorgi che continui a rimanere sorella. E contemporaneamente evolvi, e aggiungi cose a quelle che già sei.
Una mattina ti guardi allo specchio e pensi che beh, poteva andare peggio, ma mica sei sicura di riconoscerti completamente. C'è una serietà nuova intorno alla bocca, e la stessa scintilla di prima negli occhi.
Fa strano pensare che vivo nel PaeselloBucolico da 23 anni, che ho dato il primo bacio 19 anni fa, che ho imparato il latino 15 anni fa, che non parlo con qualcuno da 10 anni.
E sembra che tutto quello che è successo finora sia stato una preparazione, un allenamento, ma quasi un gioco, e che da adesso in poi inizia il gioco duro, le cose serie, i frutti da raccogliere, sperando che siano più quelli maturi di quelli andati a male.
Speri di essere pronta, di non farti troppo male dopo essere inciampata (che se alla mia età mi rompo il femore, so' problemi), stringi i denti e speri.
E' un compleanno in bilico tra la negazione e la speranza, un compleanno contraddittorio, come me del resto.
E' una sorta di spartiacque dopo il quale spero di non perdere troppo ma di acquistare molto.
Spero che sia un bell'anno, perchè continuerò a compiere 'sta cifra per un bel po'.
Diventeranno 30+1, 30+2, 30+3 e avanti così.
Ok, diventeranno 26+5, 27+5, 28+5, perchè mi posso impegnare, me lo posso ricordare, mi può far paura, ma io trent'anni proprio non me li sento.
Tanti auguri a me.
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