giovedì 10 febbraio 2011

So di non sapere

Partiamo da una premessa fondamentale.
La prima volta che ho messo piede in cucina e ho acceso i fornelli ero abbondantemente maggiorenne.
EvvaiCosì cucina benissimo, ma non è una mamma a cui fa piacere tramandare le proprie conoscenze. Diciamo che preferisce tramandare gli insuccessi altrui e accovacciarsi sull'insensata speranza di essere eterna e infallibile. E di esserlo sempre stata.
Ognuno ha le sue turbe.
Va anche detto che, con giudittesca lungimiranza, mi sono sempre ben guardata dallo sfatare il mito che "tanto Giuditta non sa cucinare".
Chi sa, fa. Chi non sa, insegna. Inutile specificare quale preferisco.

Negli ultimi giorni invece sono stata presa da una smania di cucinare incomprensibile ai più.
Spulciando quindi i miei foodblog preferiti, mi sono lanciata in rapida successione su:

- zuppa inglese
- quiche alla ricotta e prosciutto
- pasta gratinata pomodoro e mozzarella
- pollo al cartoccio
- pasta con ricotta e prosciutto.

La famiglia Capriccio si è rapidamente adeguata munendosi di Citrosodina. Sì, perchè il valore calorico a porzione, se cucina Giuditta, è pari al fabbisogno annuo di un giapponese medio. Ma vabbè.
Non si è lamentato quasi nessuno. Forse erano troppo impegnati a far lavorare i succhi gastrici. Non saprei.
Da parte mia, posso dire che cucinare non mi è riuscito nè particolarmente faticoso nè particolarmente difficile.
Sto proprio invecchiando.
Oppure c'è qualche santo in Paradiso che guarda me e chi mangia quello che cucino. Non saprei.

Il problema è sorto ieri.
Con il tiramisù al cioccolato.
La ricetta è stata creata unendo 5 o 6 ricette diverse, con un lavoro matematico e chimico degno di un Nobel (casomai dalla Svezia mi leggessero io son qui pronta a riceverlo eh).
Ma nessuna foodblogger mi aveva preparato a quello che mi aspettava.
Se qualcuno avesse voglia di provare, ecco la ricetta.



Tiramisù al cioccolato maialoso per cuoche impedite

Cosa serve:

A. Aggeggi:
- bilancia (se volete pesare lo zucchero)
- fruste elettriche
- 3 tegami abbastanza piccoli: attenzione che 2 vanno usati per il bagnomaria, quindi devono essere messi uno dentro l'altro
- 1 ciotolino per tenere gli albumi
- 1 terrina abbastanza grande, tipo insalatiera per capirsi
- 1 spatola, anzi facciamo 2 spatole
- una Cosa per metterci il tiramisù, basta che abbia i bordi alti. Molto alti.

B. Ingredienti:
- 500 gr. di mascarpone
- 4 uova
- 300 gr. di cioccolato (fondente o al latte o magari entrambi)
- 10 cucchiai di zucchero o 200 gr. se volete usare la bilancia
- 2 buste di Ciobar
- 250 ml. di latte
- 1 pacco di savoiardi + 1 di riserva

Come fare:
- raccomandarsi a un bravo Santo
- preparare il Ciobar: versate i 250 ml. di latte in uno dei tegami (non in quelli del bagnomaria, nell'altro), buttateci dentro il contenuto delle bustine (e ora buttate le bustine, o continueranno a spuntare nei posti più improbabili nei momenti più improbabili), mettete sul fornello e mescolate continuamente senza far attaccare tutto al fondo del tegame fino a quando bolle. Quando bolle (cioè fa proprio le bolle e un rumorino di sottofondo tipo plop-plop) spegnete il fornello e dimenticate tutto. Se non si è attaccato e non ha grumi ringraziate il Santo: avete scelto quello giusto, e vi servirà ancora
- prendete il cestino della spazzatura e mettetevelo vicino
- prendete le uova e mettetele a portata di mano lontano dal bordo del tavolo: stiamo facendo il tiramisù e non la frittata sul pavimento
- già che ci siete mettetevi vicino anche il ciotolino per stoccare gli albumi e la ciotola che va sotto le fruste
- nella ciotola mettete 5 cucchiai di zucchero (o 100 gr se siete fiscali. Ma se siete fiscali smettete di leggere. Adesso.)
- mettetevi sopra al ciotolino per gli albumi e battete le uova per romperle a metà; rimpallate il tuorlo da una metà del guscio all'altra, e continuate a rimpallarlo finchè tutto l'albume non sarà scivolato nel ciotolino a lui dedicato. Il tuorlo invece va schiaffato sullo zucchero nella ciotola delle fruste. Ripetete fino a esaurimento uova (erano solo 4, eh). Se vi capita un tuorlo innamorato che non si vuole separare dal suo albume, lasciatelo cadere nel ciotolino con buona grazia così che non si rompa e poi recuperatelo con un cucchiaio: a questo punto vi toccherà rimpallarlo tra le mani, ma almeno fa bene alla pelle
- date il via alle fruste e allontanatevi
- mettete 3 dita d'acqua nel tegamino più grande
- spezzettate la cioccolata in quello più piccolo
- mettete il tegamino piccolo in quello grande facendo attenzione che l'acqua non fuoriesca per quella legge di Archimede che dovrei ricordare e mettete sul fornello
- accendete il gas
- preparatevi a sentirvi pasticcere: il cioccolato si scioglierà lentamente sprigionando un aroma calorico che la metà basterebbe, illuminandovi la giornata. Io da grande farò quella che scioglie il cioccolato. Non state solo lì a guardarlo. Con la spatola giratelo bene, così che si sciolga sopra sotto e di lato
- quando si sarà ben sciolto spegnete il fornello e dimenticatevelo. Non assaggiatelo. E' sicuramente buono. E un cucchiaino tira l'altro. Ci sarà tempo dopo. Già che siete lì date una mescolata veloce ma intensa al Ciobar
- tornate alle fruste. E' orribile? Non ingiuriate il Santo. E' così che deve essere. Peggiorerà prima di migliorare. Anzi, non migliorerà per niente. Spegnete le fruste e guardate il composto: è giallo e si vede ancora lo zucchero? Perfetto. Siete state bravissime. Ridate il via alle fruste. Se la cosa vi fa stare meglio, potete diminuire o aumentare la velocità. Io ho fatto entrambe le cose. In due momenti diversi, non contemporaneamente
- aspettate ancora un po'. Diciamo fin quando dura la pazienza, ma devono essere almeno 10 minuti
- rifermate le fruste. E' sempre giallo, magari giallo chiaro, e non si vede lo zucchero o si vede poco poco? Magari sforzando un po' l'immaginazione potreste definirlo gonfio? Bene benissimo. Non capisco come gli ultimi tre passaggi possano essere sintetizzati scrivendo "montare i tuorli con lo zucchero fino a ottenere un composto chiaro e spumoso", ma è quello che avete fatto. Ricordate di ringraziare il santo
- prendete il cioccolato sciolto e versatelo su quello che adesso sono tuorli montati. In linea di massima dovreste versarlo tutto, ma se un po' rimane nel tegame e siete costrette a mangiarlo col cucchiaino per non sprecarlo, beh, nessuno potrà biasimarvi. Io meno di tutti
- prendete il mascarpone e aggiungeteci pure quello
- ridate il via alle fruste. Ora dovete osservarle attentamente: all'inizio faranno parecchia fatica, ma il composto moscino di uova e zucchero si trasformerà lentamente in qualcosa di bello e parecchio ma parecchio godurioso. Quando le fruste non faranno più fatica, fermatele e travasate la mousse in una terrina. Sì, l'insalatiera. Insomma, quella
- lavate le fruste e tutto il loro ambaradan mentre dite una preghierina di ringraziamento al santo
- fate 2 minuti di pausa e impiegateli per dare una bella mescolata al Ciobar
- travasate gli albumi nella ciotola delle fruste, aggiungete i 5 cucchiai (o 100 gr.) di zucchero che vi sono rimasti da prima e un pizzico di sale. Quando dico pizzico, intendo dire proprio un pizzico. Meglio un pizzichino che un pizzicotto
- ridate il via alle fruste
- ora prendete la Cosa in cui sistemerete il tiramisù e i savoiardi. Pucciate un savoiardo per volta nel Ciobar e sistematelo nella Cosa fino a pavimentarla completamente. Attenzione a non pucciare troppo i savoiardi perchè sono bastardi: continuano a impregnarsi lentamente finchè non li mangiate, quindi se li pucciate troppo all'inizio quando arriverete a metterli in bocca saranno diventati pappa. Diciamo che vanno girati nel Ciobar un paio di volte
- date un'occhio agli albumi: sono belli bianchi, lucidini e molto gonfi? Se non lo sono niente panico, continuate a far andare le fruste ed abbiate fiducia, nella tecnologia se non in voi stesse; se lo sono spegnate le fruste e trasferite gli albumi, che ora sono "montati a neve ben ferma", sulla mousse
- prendete la spatola e dimenticate la parola "mescolare": dovete inglobare gli albumi nella mousse con un movimento dal basso verso l'alto per non smontare niente. Se avete sempre ringraziato il Santo e siete disposte a fare del movimento fisico, che vi farà bruciare calorie mettendovi in grado di mangiare il tiramisù senza troppi sensi di colpa, non ci saranno problemi
- quando la massa sarà diventata una & unica, spalmatene 1/3 sui savoiardi già preparati
- piastrellate con altri savoiardi pucciati nel Ciobar
- spalmate con altra mousse
- ripiastrellate con altri savoiardi sempre pucciati nel Ciobar
- finire con la mousse rimasta
- se non si è completamente esauste decorare con gocce di ciocclato, altrimenti mettere subito in frigo fino al momento di portare in tavola.



...ora non siete più cuoche impedite... buon appetito e soprattutto buona digestione!!!!

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