domenica 2 maggio 2010

Uomini & Archeologia: l'ossimoro

Va beh, allora parliamone.
Se bisogna parlarne, se ne parla.
 
La facoltà di archeologia è popolata da donne.
Ci sono pochissimi maschi, in proporzione. Gli uomini risultano non pervenuti.
Io vorrei sapere chi ha messo in giro che l'archeologia è un mestiere per il sesso forte.
E vorrei sapere quante studentesse si sono iscritte nella speranza di trovare l'Indiana Jones della propria vita. Illuse. Non solo si ritrovano con un carico di esami che fa venire da piangere al solo guardarlo e con delle prospettive per un futuro lavorativo pressochè ridotte a zero, ma per sommo di sfiga si ritrovano anche in un gineceo.

Come se non bastasse la disperazione generale, ci sono due momenti dell'anno in cui si raggiunge l'acme. E non è l'acme che vi immaginate.

Ottobre. Inizia l'anno accademico, primi giorni di lezione e un leggero rinvingultimento delle speranze sentimental-archeologiche. C'è sempre la possibilità che qualche bel fusto si sia appena trasferito.
Arrivi in facoltà dopo una mattina passata a curare il tuo aspetto, drizzi il collo e aguzzi gli occhi.
Quota periscopio. E' partita la lotta per chi lo avvista per prima.

Tipo 1. Pantaloni extralarge, possibilmente di stoffa a righe, di quelli comprati nei negozi equosolidali. Maglietta sdrucita. Barba. Capelli incolti, e il must è avere qualche rasta sparso. Braccialetti di perline. Orecchino di legno. Scarpe a caso, nel senso che si è messo le prime in cui è inciampato. Questo è il preistorico. Sarebbe bello poter attribuire la sua presenza a qualche strascico paleolitico, eneolitico al massimo, ma purtroppo è un tipico prodotto della società moderna. Si emoziona vedendo un chopper e se gli parli di un periodo in cui già esisteva la scrittura ti guarda spaesato. Attenzione, perché ci sta che al primo appuntamento ti dia una clavata in testa e ti trascini nella sua caverna.
Vabbè, è solo il primo avvistamento, può sempre andare meglio. Peggio è difficile.

Tipo 2. Jeans modello classico, non Levi's perché non se li può permettere ma una buona imitazione. Polo colorata ma di un colore non troppo appariscente. Scarpe normali. Potrebbero essere sue, di suo padre o di suo nonno, ma diamogli fiducia e facciamo finta che siano sue. Capelli tagliati corti, barba curata ma non troppo, orologio. Nessun'altro accessorio. Per fortuna. Questo è il classico. Si può occupare di archeologia greca o romana a scelta, la base non cambia. Non si emoziona perché l'archeologia non è fatta per chi si emoziona facilmente, è generalmente un fanatico e ha nello sguardo uno scintillio che mostra chiaramente come creda di essere l'ultimo discendente illuminato di una lunga stirpe di eruditi e antiquari prima, e archeologi poi. Al primo appuntamento vi proporrà un simposio, ma attenzione al vino che sicuramente non sarà annacquato secondo tradizione. Sbornia in agguato. Proprio come le sue mani.

Beh, stiamo lentamente migliorando. Ma non emozioniamoci troppo.

Tipo 3. Pantaloni di velluto a coste e pull scollo tondo tono su tono. Se abbigliato per occasione speciale avrà con sé anche la giacca di velluto a coste coordinata ai pantaloni. Scarponi ai piedi perché l'archeologo militante lo è sempre. Capelli lunghezza media ma comunque selvaggi, come se fosse appena sceso dalla vespa ma senza essersi messo il casco, barba selvaggia, accessori selvaggi. Nel senso che può avere solo l'orologio, oppure orologio orecchino occhiali collanina braccialetto gps trowel in tasca netbook iphone scanner laser. Questo è il medievale. E' sempre e comunque tecnologico abbestia. Mi fa quasi invidia. Essendo l'archeologia medievale una disciplina relativamente giovane, l'archeologo medievale è giovane dentro. Intimamente convinto di essere l'unico a capirci qualcosa, si mostrerà disposto a mischiarsi con i comuni mortali per il primo appuntamento, ma attenzione che la boria è in agguato. Preso a piccole dosi può essere interessante, e comunque sarà sempre troppo impegnato per voi e per chiunque altro. A parte sé stesso, ovviamente.

Perfetto. Adesso che abbiamo esaurito le possibilità possiamo ritirare il periscopio e metterci l'animo in pace. Rincomincia l'anno accademico. Sgrunt.

L'altro momento (u)topico è quello dello scavo. Non sai chi c'è, com'è, perché. Quindi speri. Ovvio, altrimenti non avresti fatto l'archeologa. Rimarrai delusa anche stavolta. Ovvio, altrimenti non avresti fatto l'archeologa.
Possiamo catalogare in vari tipi anche i maschi sullo scavo. Purtroppo.

Il fancazzista. Felice della raggiunta parità tra uomo e donna, ne approfitta per farti spicconare, spalare e scarriolare. Quando il lavoro lo richiede, sbircia tette e culi nel giro di 100 metri. Se si avvicina il direttore dello scavo con la sua corte, prende in mano il primo strumento che gli capita sott'occhio e finge di fare qualcosa. Essendo anche fondamentalmente stupido, gli capita sott'occhio sempre qualche strumento assolutamente inutile, ma nessuno ci fa caso, così se ti lamenti fai anche la figura della donnicciolanonadattaallavorofisico. Quando, alla fine, ti vede sdraiata con la lingua di fuori in preda a palpitazioni, sudorazione eccessiva e pericolosamente vicina all'infarto, pensa bene di darti il colpo finale con qualche battuta maschia e maschilista. La sera, a casa, ha il mal di schiena, il mal di braccia, il mal di testa e il mal di piedi. Casomai gli arrivasse uno degli accidenti che gli hai mandato durante la giornata, capirà cosa significa avere male da qualche parte. Ma non è la parte che si immagina lui. Essendoci una giustizia divina, comunque, potrebbe capitarvi di rincorrerlo con il piccone e colpirlo casualmente in qualche parte vitale-ma-non-troppo senza che nessuno vi sgami.

Il figo a tutti i costi. Per qualche strana mutazione genetica, è convinto di essere il campione di bellezza attualmente in carica, anche se nessuna donna riesce ad avvicinarlo senza ridergli in faccia. E' cavaliere nell'anima, quindi anche se riduce al minimo ogni sforzo – perché il vero figo non suda – almeno vi darà una mano. Credendosi maschio fino in fondo, prende in mano il piccone. Toc. Si sistema i capelli. Toc. Tocca la maglietta. Toc. Tira su i jeans perché devono aderire bene ai glutei. Toc. Tira su le maniche della maglietta. Toc. Risistema la presa sul manico del piccone. Toc. Si siede perché non ce la fa più. Il figo s'è sdato. E vabbè, non si può pretendere chissà che. Almeno ha fatto qualcosa. Magari si riposa e poi ricomincia. No. Si riposa e basta. Ma quando arriva il momento di andare a mangiare, sarà lì pronto ad aiutarvi a uscire dall'area di scavo. Almeno finchè non gli si prospetta un'altra donna nelle vicinanze. E vabbè, non è che si può pretendere chissà che. A casa non farà assolutamente nulla da bravo maschio, ma essendo figo occuperà il bagno per almeno un'ora, uscirà in accappatoio con la cintura abbastanza lente da mostrare le sue grazie a ogni passo e si spalmerà sul divano alla prima occasione utile. Perfetto per farci shopping a scavo chiuso, abbastanza inutile a scavo aperto, ma questo si può dire del 90% delle persone.

Il goliardo. Per lui lo scavo non è un momento di frustrazione, dolore, sudore e fatica, ma il momento perfetto per fare casino. Organizza raid a sorpresa nelle camere, fruga nelle valigie e ruba la biancheria che poi nasconderà nel congelatore, fa pratica di prestidigitazione con lo shampoo altrui e ha la mente sempre piena di scherzi. Con il passare dei giorni passerà dall'essere quellosimpaticomenomalechec'è a ossignurtenetemelolontanochelouccido. Sfrega i biscotti della colazione con l'aglio. Nasconde le scarpe antinfortunistiche senza le quali non puoi nemmeno avvicinarti al cantiere. Piano piano l'ansia si insinua in te, ti svegli la mattina pregando che ci sia tutto e vai a letto la sera sperando che ci sia tutto. La speranza, come al solito, è vana. Rigirare la frittata e renderlo vittima degli scherzi più crudeli non gli farà fare una piega. Provare a farselo complice alle spalle del figo di cui sopra, idem. E visto che generalmente è il più carino, quindi in via di estinzione e di conseguenza protetto, non puoi nemmeno prenderlo a picconate. La vita è dura. Ma in compenso ti tratterà come il suo miglior amico senza accorgersi minimamente che sei una donna, anche se ti ruba perizomi e push up da 5 settimane. La vita è proprio dura.

Ora che ci penso, forse faccio ancora in tempo a iscrivermi a Economia e Commercio.

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