mi piaci. Ma proprio tanto.
Mi piace quando mi aspetti al binario, e per non correrti incontro in perfetto stile film-americano-di-serie-B-se-non-C fingo indifferenza, come se fosse normale e non un momento in cui il cuore mi zompetta nella scatola cranica insieme al neurone.
Mi piace quando mi porti il trolley rosa, e il contrasto tra te così grande e il trolley così piccolo - per quanto il peso poi sia identico ma non diciamolo a nessuno che forse qualcuno ancora pensa che riesco a viaggiare leggera - sembra non pesarti, come se il tuo sport preferito fosse trascinare trolley dal colore confettoso in giro per stazioni sconosciute.
Mi piace quando in macchina non riusciamo a staccare le mani, quando abbiamo almeno i mignoli uniti, quando tengo la mano sul cambio, sotto la tua, come se ricordassi come si usano le marce e/o come se mi sia mai riuscito cambiare con la mano sinistra, quando canticchiamo insieme sottovoce per non far piovere - come se poi ci dispiacesse stare in macchina mentre piove -, quando ci gustiamo il silenzio, quando proseguiamo incuranti della meta reale solo perchè non abbiamo voglia di scendere e vorremmo continuare a viaggiare per sempre, quando ci guardiamo pensando che l'altro non se ne accorga e invece incrociamo gli sguardi.
Mi piace quando ti fermi a fare benzina e cerchi un self-service solo perchè sai che mi piace guardarti, e fai finta di niente anche se io sono con il naso spiaccicato al finestrino a bermi ogni tuo gesto.
Mi piace quando al ristorante, aspettando il caffè, sposti la mia sedia vicino alla tua, come se non fossimo stati mano nella mano o perlomeno dito nel dito fino a quel momento, quando per prima cosa versi l'acqua a me, quando non ordini niente che contenga formaggio, quando chiedi alla cameriera il dessert che adoro senza bisogno che te lo dica, quando fingi di andare in bagno per pagare il conto e non sentirti dire "grazie".
Mi piace quando camminiamo per le vie del centro mano nella mano ed entri in rapida successione in profumeria, in tre negozi di abbigliamento, in due negozi di scarpe e in una libreria, sempre senza sbofonchiare, sempre attento a quello che ti mostro, sempre pronto a dirmi se ti piace qualcosa e perchè. Mi piace quando in libreria ci fermiamo nella zona ricette-ergo-disastri-povero-a-te e mi prometti che mi monterai qualche mensola in cucina per i miei ricettari, mi piace quando scegliamo la cucina, conveniamo sul guardaroba multiaccessoriato, proviamo divani e poltrone e non riusciamo a decidere il mobile per la tv, guardiamo miliardi di piatti senza trovarne uno che ci piaccia e poi ci imbattiamo nei bicchieri perfetti, cerchiamo accessori da usare una volta all'anno, mi piace quando giriamo per un'ora in un certo negozio alla ricerca di una certa padella e non ti lamenti, mi piace quando fingiamo di fare la prima spesa e l'unico motivo per cui discutiamo è la marca della carta igienica, e tutto questo senza avere una casa nè una data ma solo una speranza e una manciata di certezze.
Mi piace quando ci spogliamo tranquillamente ignorando che porto calzini a righe multicolori o (peggio ancora) rosa ricoperti dalla faccia di Minnie, quando entriamo in bagno e ci laviamo i denti fianco a fianco, quando riconosci le salviette struccanti dall'odore, quando ti siedi sul letto e mi guardi mentre mi preparo per la sera e quando ti avvicini allo specchio e mi abbracci mentre mi trucco, ripetendomi che non ne ho bisogno perchè ti piaccio al naturale e sembrando pure convincente mentre lo dici, quando a letto mi cerchi a tentoni perchè dormendo mi sono allontanata, quando mi guardi negli occhi prima di baciarmi, quando vicini sembriamo un biscotto Ringo, quando guardo le tue mani che mi fanno sentire così tascabile, quando con un braccio riesci ad abbracciarmi tutta e quando te ne approfitti per spostarmi da un lato all'altro del materasso, quando ti lamenti del cuscino basso, quando io ho freddo e te hai caldo, quando sussulti perchè hai sentito i ghiaccioli che ho al posto dei piedi vicino ai tuoi polpacci, quando scoppiamo a ridere in momenti che avrebbero bisogno di un certo aplomb, quando non riesci a stare zitto, e mi piace anche tutto il resto, quello che qui non posso scrivere perchè altrimenti dovrei vietare l'accesso ai minori di (21) 25 anni.
Mi piacciono così tante altre cose di te che potrei continuare a scrivere per ore e me ne dimenticherei comunque qualcuna.
Poi però arriva il momento in cui ci dobbiamo salutare, in cui uno dei due resta fermo a guardare l'altro che si allontana, e io mi sento un po' morire e non vorrei andare, il cuore mi perde un colpo, e poi mi dici di salire sul treno e io vorrei solo che scoppiasse uno sciopero, una sollevazione, qualsiasi cosa. Insomma, nei miei viaggi in treno ho collezionato più intoppi che altro, possibile che l'unica volta che tutto fila liscio è quando mi devo allontanare da te? Salgo sul treno e già mi manchi anche se sei lì, fuori dal finestrino, ma sei fuori, e io sono dentro, e non credo di riuscire a farcela ad aspettare un altro mese, a sentire lo scorrere dei giorni, a passare le ore, inventandomi stratagemmi per fingere che 30 giorni siano pochi, per tenermi impegnata, per non pensare a quanto è pesante non poterti vedere, non poterti toccare, non poterti baciare. E passano i giorni, è vero, che io lo voglia o no, passano con le loro interminabili 24 ore, e ci vedremo, e nel frattempo ci sentiamo, tutti i mezzi della moderna tecnologia al nostro servizio, e anche se siamo noi non siamo noi, e ad ogni telefonata mi manchi di più, presa in questo imbuto cosmico di pessimismo che non mi fa vedere la luce in fondo al tunnel anche se mi parli della macchina che mi comprerai, e del robot da cucina, e della spesa che faremo, perchè la luce c'è, laggiù, ma io non la vedo, non ci arrivo, ho paura.
Ho paura di non farcela, ho paura di dover aspettare troppo, ho paura di non essere abbastanza forte, ho paura di non riuscire a tenerti vicino. Questa distanza lentamente aumenta, e ho paura che alla fine vincerà lei e io come farò dopo? E ho paura perchè l'unica soluzione positiva alla distanza mi fa paura, anche se la cerco, la suggerisco, la aspetto, la spero. E la metterei in atto adesso, domani, nel primo momento disponibile, a un tuo cenno, a un tuo sospiro. Ma mi fa paura, e fa paura anche a te, lo so, e ci si mette anche la paura oltre alla distanza, e mi viene da chiedermi se ce la faremo, se vogliamo e se possiamo continuare a fare i conti con orari, b&b, organizzazioni logistiche e navigatori, o se vogliamo e se possiamo superarli, svegliarci ogni mattina accanto, pranzare e cenare e guardare la tv, fare merenda e discutere faccia a faccia e non per telefono.
Ti ho detto una bugia, 5 mesi fa, non è vero che la distanza è un problema solo se le permetti di esserlo. La distanza è un problema, è IL problema, e spreco giorni lontano da te sopravvivendo in previsione di vederti, sognando di essere lontano da dove sono in realtà, organizzando una vita che chissà, forse vivrò o forse sognerò e basta.
Mi manchi. Mi manchi tanto, sempre, ogni maledetto secondo di ogni singolo giorno.
Mi manchi e ti vorrei vicino.
E adesso che l'ho scritto non mi sento meglio, ma so che vali tutto questo, so che in due possiamo farcela - anche perchè me l'hai appena detto te -.
io
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