SA: "Sai, stavo pensando di non laurearmi"
GC: "Te sei matta. Ti manca solo la tesi."
SA: "Appunto. Sai benissimo quanto lavoro e quanta concentrazione richieda una tesi."
GC: "Proprio perchè lo so ti dico che non puoi mollare adesso. Ce la puoi fare."
SA: "Ma son soldi di tasse."
GC: "Vedi di finire entro quest'anno, allora."
SA: "Ma sono fuori allenamento, dovrei rileggere tutto da capo e leggere cose anche nuove. Non so se ce la faccio."
GC: "Sciocchezze. Studiare è come andare in bicicletta e fare sesso, dopo che l'hai fatto mica ti dimentichi come si fa, anche se per un po' non eserciti."
SA: "..."
GC: "E poi scrivere la tesi è la pacchia della cancelleria. E a te la cancelleria piace. Hai trasformato me nel mostro della cancelleria, ma anche te lo sei inside."
SA: "..."
GC: "Prendila come se fossero due ore di concentrazione solo per te, invece di fare yoga, shopping, giardinaggio, meditazione o qualsiasi altra cosa studi. Scarichi gli gnomi a scuola, torni a casa e studi. Lo puoi fare, serve solo organizzazione."
SA: "Ma..."
GC: "No. Or-ga-niz-za-zio-ne."
SA: "Ma..."
GC: "Or-ga-niz-za-zio-ne."
SA: "Però..."
GC: "No. Zitta. Basta. E' vero, all'inizio sarà difficile. Dovrai obbligarti a farlo. Ma pian piano tornerà a essere naturale, e ti domanderai come diamine hai fatto a stare tutto questo tempo senza farlo. A te piace leggere, scrivere, sottolineare, perderti tra pagine e parole. Va bene, c'hai messo del tempo, ma ora sei in fondo, te lo devi, e lo devi a chi ti ha aiutato ad arrivare fino a questo punto. Ok, rimarrà un titolo su un foglio di carta, ma ti sei impegnata per averlo, hai fatto tanto, non puoi negartelo adesso, per un momento di crisi. La crisi passa, la tesi no. E guarda che rischi di pentirtene da qui a 10 anni, e allora sì che sarà un problema ricominciare. Davvero, rischi di fare un grosso sbaglio solo per uno scazzo, mentre se ti ci metti di buzzo buono tra un anno hai finito. Capisco che a volte uno preferisce farsi cullare dal dubbio piuttosto che affrontare la scelta, ma non devi. Certo, mica è una scelta obbligata. Ma come ti sentiresti a dire alla tua professoressa di riferimento che lasci? Se ti fa laureare con lei vuol dire che crede in te, e guarda che è bruttissimo deludere chi crede in te, e fra l'altro è pure difficile trovarlo, chi crede in te. Nonono, è proprio brutto, fidati. Se fossi stata una studentessa normale con un professore normale ci sarei stata malissimo, sìsìsì. Ma poi, guarda, un momento di crisi e di riflessione può anche fare bene. Quando ricominci sei più motivato, hai diversi punti di vista, stare un po' fermi può essere utile. Sei più lucido, dopo. E poi basta con questa convinzione che quando studi, studi e basta. Studi sì, ma vivi anche. E la vita a volte porta a fermarsi, fare altro, tornare indietro, andare avanti, avere problemi, risolverli o imparare a conviverci. E questo può portare anche a cambiare metodo di studio, tutto confluisce in un unico insieme, che poi sei te. Fa crescere, magari fa male, ma è sempre un bene. Sarebbe bruttissimo non poterlo fare. Quando smetti di crescere e di evolvere è come morire. E poi, cos'è questo farsi fermare dai problemi? Quando mai non ci sono problemi? Nono, mica si può restare sull'albero a cantare a causa dei problemi. Hai bisogno di fare qualcosa per te, e meglio la laurea di altro. Insomma, secondo me sbaglieresti, ecco. Riflettici bene. Che poi vabbè, puoi sempre riniziare, eh. Ma già che ci sei, finisci e non pensarci più."
SA: "..."
GC: "Ho finito, eh, se vuoi dire qualcosa."
SA: "Senti da che pulpito viene la predica. Potrei dirti le stesse identiche cose."
GC: "..."
Va a finire che mi riscrivo ad archeologia e buonanotte al secchio.
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