lunedì 21 marzo 2011

Lilliput

Io tengo sempre a sottolineare che non sono nata in provincia di CittadinaMedievale.
Non vorrei che qualcuno mi scambiasse per un qualsiasi membro del volgo che affolla questi luoghi, quindi gioco d'anticipo: "Sì, abito in provincia di CittadinaMedievale ma sono nata a CittàRinascimentale, mi sono trasferita che ero piccola ma già capace di comprendere - e soffrire - la differenza". Questa frase, pronunciata con tono altezzoso e (non troppo) vagamente snob, potrebbe essere il mio mantra. Ok. E' il mio mantra. Pensavo anche di farmelo tatuare da qualche parte. Ma non vi preoccupate, c'è stato un momento in cui pensavo di farmi tatuare un Winnie Pooh avvolto dalle fiamme di un falò rituale, anche se poi non ne ho fatto di niente. Insomma, per dire che ciclicamente penso di farmi tatuare qualcosa di folle, ma poi mica lo faccio. Per ora.

Comunque, tutto questo monologo per dire che non mi sento la reincarnazione di una provinciale (come quelle che affollano questi luoghi), e che cerco di mantenere sempre un tono abbastanza blasè. Così, tanto per non sbagliare.

Poi sono arrivata in Lombardia.
La stazione è 10 volte quella di CittàRinascimentale, che a sua volta è 10 volte quella di CittadinaMedievale.
Le strade sono 2 volte quelle di CittàRinascimentale, che a loro volta sono 2 volte quelle di CittadinaMedievale.
I tram sono grandi. La metropolitana non esiste in Toscana. I semafori affollano gli incroci come le vecchiette la chiesa di paese. Le strisce pedonali sembrano le mollichine di Pollicino, nel senso che sembrano foriere di sicurezza ma in realtà sono un po' evanescenti. Più che altro, non le usa nessuno. Forse perchè, come mi ha detto una volta qualcuno: "Te buttati. Se non ti mettono sotto la prima volta, non ti mettono più sotto". Sarà, ma io non ho ancora trovato il coraggio di fare la prova.
Per fare 100 metri usi ovviamente la macchina, sia mai che usi i piedi. L'unico vero problema è che per fare 100 metri in macchina ci metti 10 minuti. Perchè ai lombardi non piace perdere tempo, ma evidentemente non gli piace nemmeno il percorso lineare. In 100 metri ci sono mediamente 3 sensi unici, 5 semafori e 7 cantieri di lavori in corso.
Le case hanno minimo 3 piani e sono minimo tri-familiari. Ora, capisco che il 3 è il numero perfetto, ma mica c'è bisogno di sottolinearlo per ogni dove.
Ogni posto su cui posi gli occhi, soprattutto se è nei pressi di un monumento, è occupato da una enorme e giallissima gru. Che poi vabbè, monumento: vogliamo parlare di monumenti? No, perchè Monza consta di ben 7 monumenti - o forse 5 -, tra cui il Duomo, che è stato costruito tra 1500 e 1800 (praticamente ieri l'altro), e la Villa Reale, costruita alla fine del 1700 (praticamente ieri l'altro, nel caso non l'avessi già detto). Insomma, per la serie la storia (non) siamo noi.
I centri commerciali sono realtà autarchiche al cui interno se ti va bene ti perdi. Se ti va male non lo so, a me è andata bene. Anzi, è andata benissimo, perchè mentre il mio neurone non recepisce i concetti di nord-sud-est-ovest non ha avuto nessun problema con il "gira a destra verso Tezenis, dritto fino a Bottega Verde, poi a sinistra verso Pimkie e di nuovo dritto fino a C'Art, poi di nuovo a sinistra e ti fermi davanti alle casse del Gigante". Adesso che ho capito come fare a non perdermi, applicherò questo metodo per ogni aspetto del mio orientamento, se non della mia vita.

Insomma, io non ho ancora capito se vengo da Lilliput o se ho attraversato lo Specchio.

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