lunedì 3 gennaio 2011

Altarini scoperti

Il pomeriggio ho una tradizione che mi scoccia alquanto non soddisfare. In rapida successione devo guardare Beautiful, CentoVetrine e Uomini&Donne. A mia parziale discolpa posso dire che contemporaneamente riesco anche a fare altro senza che la concentrazione ne risenta.

Il non-plus-ultra in caso di "bisogno di coccole" per me è sciogliere la Nutella a bagnomaria e poi impucciarci il cucchiaio. Praticamente è come gottare whisky caldo senza però rischiare di gattonare fino al wc per dormirci abbracciata.

Organizzo virtualmente viaggi che so di non poter fare - almeno per adesso - coordinando aerei, treni, alloggi, vitti, e itinerari comprensivi di biglietti. Casomai qualcuno che lavora in un'agenzia di viaggio avesse bisogno di un aiuto, io sono qui.

Rifiuto categoricamente di ammettere che qualcuno mi piace nonostante l'evidenza dei fatti e nonostante FS mi sgami immediatamente. Pur di non tornare sui miei passi, sono capacissima di lasciarmi sfuggire una bella storia. Sono in attesa che qualche psicologo mi usi come caso di studio.

A proposito di amore o qual che è, soffro in momenti diversi di queste sindromi:
- sindrome de La Bella e La Bestia (= non importa quanto lui sia Bestia, io rimango convinta che dopo un bacio si trasformerà in Principe Colorato; volendo essere più gentile, si può parlare di Sindrome del Principe Ranocchio)
- sindrome della Crisi da Terza Settimana (= allo scadere della terza settimana di frequentazione io entro in crisi, indipendentemente da quanto lui sia Bestia o Principe e da quanto io sia presa, e la risoluzione della crisi non è per niente scontata)
- sindrome della Mantide Religiosa (= chi vuole capire, capisca).

In teoria, a me in macchina non mi batte nessuno. In pratica, ci sono dei meccanismi fondamentali che mi sfuggono: tipo come infilare la macchina in un parcheggio parallelo alla strada e l'arcana arte delle marce. Non per niente parcheggio solo a lisca di pesce e ho la macchina con cambio automatico. Santa tecnologia.

Quando studio ho bisogno di confusione intorno a me, portarmi in biblioteca significa condannarmi a una morte lenta, o condannarsi ad essere molestati senza interruzioni. Questo probabilmente perchè costringermi ad ascoltare solo i miei pensieri porta il neurone a rimbalzare senza sosta, e poveretto si stanca parecchio: essendo, come me, a risparmio energetico, il neurone preferisce sballarsi invece che stancarsi.


...certo che sono strana parecchio...

Nessun commento: