Dunque.
Io mi sarei già laureata una volta.
Nel senso, sono caduta in mezzo a qualche geniale riforma ministeriale universalmente nota il "3+2".
No, non è uno sconto del supermercato sotto casa.
No, non è il compito a casa del pupo seienne.
Ho fatto un corso di laurea triennale in Scienze dei Beni Archeologici della durata di 3 anni.
E di conseguenza mi sono laureata dottoressa in Scienze dei Beni Archeologici.
Bon.
Dato che la laurea triennale, checchè ne dica il genio ministeriale di cui sopra, non serve a una cippalippa, ho pure intrapreso il corso di laurea specialistica in Archeologia.
Durata 2 anni. Al termine di questi due anni, ormai divenuti 3 ma non importa, secondo voi che faccio?
Mi laureo.
Sì, un'altra volta.
Eh no, non chiedetemi perchè.
Prima o poi, meglio prima che poi, diverrò dottoressa magistrale in Archeologia, roba che servono due biglietti da visita per scriverlo.
Che poi adesso il mio corso di laurea - quello della specialistica per intendersi - manco esiste più.
Perchè qualche genio sparso per la nazione ha deciso di sostituire la laurea specialistica con la laurea magistrale. Sempre due anni sono. Sempre di archeologia si tratta. Però cambia il nome, e il nome, si sa, è tutto.
Quindi.
Ricapitoliamo.
Io mi sto laureando per la seconda volta nella stessa cosa.
Credo che il termine esatto sia "ridondante".
Mai avrei creduto di essere ridondante.
Cioè, ci metto cinque minuti a scrivere ridondante.
Che poi il corso di laurea non esista più, beh, manco ci voglio pensare.
Che il neurone mi schizza ai Tropici, se ci penso.
Poi, uno dice, è la seconda volta che lo fai, che sarà mai?
Tzè. C'ho fatto pure la rima, alla faccia del neurone tropicale.
Allora.
Nel caso qualcuno se lo domandasse.
Io studio una classe ceramica di epoca romana che proviene dallo scavo toscano a cui partecipo dal lontano 2005. Praticamente da tutta la mia vita archeologica.
Fin qui nessun problema.
La classe ceramica si chiama terra sigillata italica, ed è, credo in assoluto, la classe ceramica più studiata dai classicisti.
Di bene in meglio. Voglio dire, sono un sacco di libri scritti praticamente apposta per me.
Fin qui la teoria.
Parliamo di pratica.
In pratica io mi sveglio la mattina e non capisco niente, perchè non esiste che il neurone si schiodi dal lettino (sulla spiaggia tropicale) prima di due caffè e altrettante sigarette. E comunque inizia a rodare verso le 11, indipendentemente dall'ora in cui mi sono alzata la mattina.
Io mi alzo alle 7:30 e fino alle 11 ciondolo vegetando con i libri in mano.
E già qui mi prenderebbe male.
Dopodichè mi spremo le meningi cercando di dare un taglio almeno vagamente intelligente e originale a quello che dovrei scrivere dopo averlo studiato e assimilato.
Mi direte, e perchè ti preoccupi prima di scriverlo? Semplice. Perchè se lo scrivo senza preoccuparmi non c'è gusto. Inoltre non saprei come impiegare quelle ore vegetali.
Pranzo.
Prendo il caffè.
Traduco lo scibile ceramologico dall'inglese, dal francese o dal tedesco. Non che io parli il tedesco, ma google traduttore l'hanno inventato apposta.
Riprendo un altro caffè con conseguente sigaretta, mentre infamo pesantemente l'autore in questione.
Capita che il poveretto sia innocente, e che io lo infami per un vizio di forma ma non importa.
Quando vedo che mi trascino disperatamente da una parola all'altra, saltando sui congiuntivi e rimbalzando tra le virgole, alzo le chiappe dal divano - eletto Luogo della Traduzione - e mi trascino fino al tavolo - eletto Luogo della Scrittura -, dove inizio a sintetizzare qualche testo in italiano.
Ceno.
Mi attacco alla scrivania con lo scotch - quello adesivo e non quello alcolico - e, finalmente libera di accendere il computer, inizio a creare qualche tabella di sintesi. Anzi, in questo momento il mio passatempo preferito è girarmi e rigirarmi tra i documenti il CATALOGO.
Tutto maiuscolo.
E' così che me lo sogno.
Oppure come C.A.T.A.L.O.G.O. [per gli amici Cazzo Ancora Tu (ma non dovevamo vederci più?) Allontanati Lentamente Oggetto Gloriosamente Odiato].
A questo punto, quello in cui inizio a inventarmi acronimi per intendersi, capisco di aver oltrepassato il limite dell'estraniazione e accedo a msn.
Mentre msnneggio con quei pochi santi che ancora mi sopportano, continuo a giocherellare con la tabella, il catalogo o l'impaginazione dell'indice, croce&delizia di ogni matta dettagliomane.
Verso l'una mi trascino verso il letto, dove passo le due ore successive a fissare il soffitto interrogandomi su quello che ho fatto durante il giorno - poco, sempre troppo poco -. Mai che riesca a rispondere alle domande. Mi boccio sempre. Perdindirindina.
Alla fine capisco che mi restano solo 4 ore di sonno prima che Golia mi sturi le orecchie con il suo ormai famoso abbaio a fermo. 'Na roba che tirerebbe giù dal letto anche un narcolettico.
Mi addormento ordinando mentalmente le note a piè di pagina o, se sono in vena di avventure avventurose, la bibliografia.
Ora.
Io avrei anche delle cose importanti da fare.
Coltivare 300 flax a Frontierville, raggiungere le 500.000 monete e creare 6 paia di guanti di lana dando da mangiare alle pecore.
Sistemare la casa di Pet Society, spostare lo studio al posto del guardaroba e il guardaroba al posto dello studio, dare una lavata a Eufrasia e fare un giro a salutare gli amici.
Coltivare le mie estese proprietà agricole a Farmville, accudire gli animali, cogliere la frutta, e finalmente comprarmi il villozzo da un milione di monete. Un milione di monete, mica nespole e lupini. Se non lo faccio su Farmville quando lo faccio?
Oppure, che so.
Farmi una passeggiata.
Vedere gli amici.
Parlare al telefono per ore.
Dormire.
Che poi, se sapessi cosa mi aspetta, in questa preparazione, sarei più tranquilla.
Ah no, io so cosa mi aspetta da qui alla discussione della tesi.
E' già successo.
Merda.
Io raggiungo il neurone ai Tropici, e chi s'è visto s'è visto.
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