domenica 30 maggio 2010

L'orecchino

Non si fa. Non si fa. Non si fa.
Non si origliano le conversazioni altrui.
Se entri in un negozio, le uniche cose su cui ti devi concentrare sono quelle in vendita.
Certo, usando due emisferi contemporaneamente puoi anche guardare, toccare ed ascoltare contemporaneamente. Ecco quindi la conversazione origliata ieri tra C (=commessa) e P (=professoressa).

C: "Buonasera! Si ricorda di me? Ero una sua alunna, sono C!!"
P: "Ma certo! Come no? Stavo giusto pensando dove ho già visto questa bellissima ragazza?"
C: "Ahahah grazie!!"
Giuditta lancia uno sguardo alla commessa. Alla prof piacciono gli ossimori, altrimenti non si spiega la locuzione bellissima ragazza applicata alla commessa.
P: "E insomma, adesso lavori (per fortuna che con il tuo QI limitato non ti sei messa in testa di continuare gli studi), eh? Bene bene. Sai invece mia figlia sta adottando due sorelline vietnamite (non solo mia figlia è laureata e non si è mai sognata di fare la commessa, ma si è pure sposata e adesso fa del bene al prossimo, mica come te, giovane sfigata)"
C: "Ah sì, ho iniziato da poco... ma com'è che ha deciso per l'adozione? Aveva dei problemi? (tua figlia sarà anche laureata, sposata e buona, ma qualche evidente difetto ce l'ha pure lei)"
P: "Mah no, niente, solo che una gravidanza comporta sempre dei rischi e quindi hanno deciso di intraprendere subito la strada dell'adozione (capisco che con il tuo QI limitato non c'arrivi, ma la gravidanza è una scelta consapevole e come tale deve essere esercitata o non esercitata, a piacimento. Una donna è completa solo dopo un figlio meglio due se non tre e mia figlia lo sa, ma trova più rilassante per la sua carriera trovarne due in un colpo solo senza pannolini, senza bisogno di tetta lattosa e senza fase del perchè)"
C: "Beh certo sono scelte. Io invece sono fidanzata, spero di riuscire ad andare a convivere quest'anno (secondo te perchè lavoro in questo negozio? Perchè anch'io ho qualcuno che mi ama ma non gli ho chiesto il conto corrente bancario prima di dargliela, non come tua figlia)"
P: "Ah ma davvero? E chi è il fortunato lo conosco?"
C: "Beh sì, è il ragazzo con cui sto dalle medie... forse l'ha avuto a scuola, è XXX, si ricorda?"
Giuditta sta pensando seriamente di uccidersi con un orecchino. Potrebbe ingoiarlo e morire soffocata o tranciarsi la giugulare con il gancio. Fidanzata dalle medie con lo stesso ragazzo con cui ha intenzione di andare a convivere? Non c'è più religione.
P: "No, proprio non mi ricordo di lui (hai una vaga idea di quanti cretini ho visto nella mia carriera?)"
C: "Eh, vabbè... ah sa, poi ho avuto un fratellino, adesso ha quattro anni (non tutta la mia vita ruota intorno all'amore, ho anche una famiglia)"
P: "Quattro anni eh? Ah, come mio nipote, il figlio di mio figlio (cara, anch'io ho una famiglia e molto migliore della tua)... certo che lo scambieranno spesso per tuo figlio (del resto da una come te ci si può solo aspettare un figlio fatto con il primo adolescente a disposizione)!!"
C: "A volte capita, sì (di pettegole stupide come te è pieno il mondo)
P: "Senti, ma... tua madre l'ha fatto con tuo padre questo bambino?"
Bene. Giuditta prende l'orecchino di cui sopra e lo passa alla commessa, che adesso ne ha più bisogno di lei.
Poi esce con sussiego dal negozio.
Per adesso può anche bastare.

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