Oh, a me piace partire.
Gli inizi mi riescono bene.
Sono un'archeologa avventurosa di natura.
Pur di allontanarmi da casa 2 giorni sono disposta (quasi) a tutto.
Ecco. Soprattutto quest'ultima. Gli inizi mi mettono ansia e il massimo di avventura che mi consento è entrare in un bagno pubblico. Ma mi devo sentire davvero molto avventurosa.
Comunque.
Sto aspettando il treno delle 9:18. Binario 3. Ormai lo so tanto bene che ricontrollo sul cartellone solo due volte. Oh, so' miglioramenti. Sto diventando una viaggiatrice provetta. Davvero.
Ehi. Ecco il treno. Ohhhhhhhhhhhhhhhh. E' in orario.
Salgo e mi accomodo.
9:20. Vabbè, due minuti non sono ritardo.
9:25. Ok, 7 minuti ci possono stare.
9:30. Ehm. Inizio ad agitarmi, vagamente a disagio.
9:35. Ma porca la pupazza. Se non mi servissero dove sono, inizierei a tirare giù qualche santo dal Paradiso.
9:38. Si parte. Mi sovviene un dubbio. Ma se questo treno parte sempre con venti minuti di ritardo, perchè non gli cambiano orario? Mah. Si vede che gli piace il rischio.
Mando un messaggio a SorellAmica avvertendola che esiste la possibilità che perda il FrecciaRossa delle 11:00. La esorto pure a mettere in campo le sue abilità esoteriche. Non so, riti voodoo o cantilene pagane intorno a un falò. Qualsiasi cosa. S. Antonio è in vacanza a Honolulu e mi ha fatto sapere di non disturbarlo. Non ci sono più i Santi di una volta.
Incredibilmente, abbiamo già recuperato 5 minuti. Mi sa che SorellAmica ha delle conoscenze occulte. Oppure no, visto che alla prima stazione ci fanno aspettare 10 minuti prima di ripartire.
E vabbè, se è una congiura ditelo subito.
Seconda stazione.
Tizia, appena salita: "Ma questo non è il treno per Empoli? Perchè dicono che va a Firenze? Doveva passare il treno per Empoli. Dov'è il treno per Empoli?"
Signora Gentile: "Guardi, è la stessa cosa. Prima si ferma a Empoli e poi va a Firenze"
Tizia: "Allora devo dirlo a Tizio". Si affaccia alla porta. "Ehi. Ehiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii. E.H.I. E' questo il treno. Il. Treno. E'. Questo. QUESTO. E'. IL. TRENO."
Due demoni le battono gentilmente sulla spalla e le chiedono di abbassare un po' la voce. Lucifero sta riposando e non ama essere svegliato a suon di berci.
Arriva Tizio: "Ma sei sicura che va a Empoli? Perchè dice che è il treno per Firenze".
Ehi, ma allora è vero che Dio li fa e poi li accoppa. Ehm. Accoppia.
Ovviamente arriviamo a Firenze con 20 minuti di ritardo. Non sia mai.
Va beh. Cambio aggratis il biglietto.
Adesso ho 40 minuti per cercare il cartellone delle partenze, capire da dove parte il Frecciarossa per Milano C.le, ricontrollare 10 - 15 volte, dirigermi verso il binario, cercare la carrozza 9 e il posto 42 e sistemarmi. Visto che sono entrata in modalità viaggiatrice scafata arrischio un giro turistico per la stazione - come se non la conoscessi - e compro acqua, cibo, sigarette e Cosmopolitan. Tutti beni di prima necessità.
Mi avvicino al binario giusto.
Ossignur, quanto so' fichi i Frecciarossa. Stento a credere di essere in Italia.
Aspetto fumando (spazio fumatori, eh) nello spazio in cui si fermerà il mio vagone, indicato da un bel cartello luminoso. Il treno arriva in anticipo di 15 minuti rispetto all'orario di ripartenza, così da permettere a tutti di scendere, salire e accomodarsi. Che pacchia.
Ecco, come non detto.
Stento a credere di aver stentato a credere di essere in Italia.
Al mio posto si è accomodato un tipo.
Mentre gli spiego urbanamente che quello è il mio posto, non smette di limonare duro con la sua amica. Alla fine si accorgono che l'intero vagone li sta guardando e si ricompongono. E meno male, stavano iniziando a volare capi di abbigliamento. E io finalmente riesco a sedermi. Nel posto del tipo, mica nel mio. Ma tanto non me ne sarei giovata.
Al di là del corridoio, una famigliola ha occupato i posti propri ed altrui provocando un effetto a catena di proporzioni considerevoli, che un paio di volte sfiora la rissa.
Sì, siamo proprio in Italia.
Dopo 10 minuti che sono seduta a portata di orecchio della famigliola, mi ritrovo a sperare che l'effetto a catena di cui sopra mi costringa a spostarmi. Elisea, 6 anni, canta legge e spesso canta e legge contemporaneamente. Giordano, 3 anni, urla e strepita e ogni tanto piange, per non farsi mancare niente. Il papà parla uguale sputato - nel senso che sputa ogni 2x3 - a Furio di Bianco, Rosso e Verdone. La mamma è troppo occupata a mangiare, bere, truccarsi, parlare al telefono, parlare con la sua amica immaginaria - visto che il marito non le risponde -, spippolare al cellulare, fare la settimana enigmistica, sistemarsi i capelli, varie ed eventuali.
A un certo punto, fortunatamente vicino a Milano, vengo a sapere che stanno andando a trovare degli amici. Bene. Peggio per loro. Comunque. Gli amici hanno due figlie: Chiara Luna e Celeste Marea.
Inavvertitamente devo aver attraversato lo specchio e sono nel Paese delle Meraviglie.
Ho sempre sognato di conoscere il Bianconiglio.
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