E forse non è il giorno adatto. Conoscendomi, non lo sarà mai.
Troverò sempre un'ottima scusa per rimandare, dimenticare, non fare.
Ma. Ma. Ma.
Un blog non è un diario segreto, in quanto segreto non è.
Però. Però. Però.
Voglio scriverlo.
A volte vorrei che qualcuno trovasse le parole al posto mio. Io le trovo, ma non sono incisive. Decisive. Sono solo parole, una dietro l'altra. Esprimono concetti ma non sentimenti.
Adesso sono un po' confusa.
Un po' molto.
Dopo tutti i mesi che non lo vedevo, si era assopito tutto. Mi si era assopito il cuore. Mi ero assopita io. Ma senza accorgermene. Ci sono scivolata dentro così. Proprio come sono scivolata dentro questa cosa. Sentimento. Stupidaggine. Forse.
Mi piace e non so. Come mai. Come comportarmi. Cosa dire. Come vestirmi. Come andrà. Non so niente. So che adesso sto bene. Bene come non stavo da mesi. Bene come non mi ricordavo di poter stare. Forse è abbastanza. Forse no. Forse anche questa incertezza ci mette del suo.
Forse lo rivedo. Lo spero proprio. Vedremo.
E' stato nei miei sogni, la notte. Sempre presente, ma leggero. Come è nei giorni che passiamo insieme.
Leggero è un termine che gli si addice. Leggero. Nel modo di vestire. Nel modo di parlare. Nel modo di ridere. Ha capelli leggeri e occhi di un colore leggero. Prende la vita in modo leggero.
Chissà se mi prenderà mai. Leggermente.
E poi non è venuto.
Altri impegni. Altre persone. Altre parole.
Ma rimane il segno lieve della sua presenza. Rimane il sorriso lieve che mi suscita immaginarlo.
Rimane anche la speranza che cambi idea. La speranza che passi. La speranza che mi saluti.
Non ci si imbarca in una storia a senso unico senza la compagnia della speranza. E questa ti prende per mano. Ti accompagna e ti sostiene.
Ti aiuta, ma pretende il suo guadagno.
Nessuno dà niente per niente, nemmeno la speranza.
E' la decisione che devo prendere.
Se la lasciarle il campo libero, donandole me aspettando lui.
O se continuare così altalenando, non pensarlo quando penso, non guardarlo se lo vedo.
La tentazione è forte. In entrambi i sensi. E non so cosa augurarmi.
Non so. Non voglio sapere. Non posso sapere.
Ma.
Ma spero. Spero sapendo di sperare. Negli ultimi mesi ho sperato non sapendo di farlo. Mesi buttati via.
Quindi spero. E spero in bene.
Quando ho tempo di pensare, non è mai il momento giusto. Ma lui lo penso spesso. Quando ho tempo e quando non ne ho. E' sempre il momento giusto.
Mi è mancato talmente tanto, che anche quelle poche ore che abbiamo passato insieme sono state rigeneranti. E anche se so che non lo rivedrò presto, il suo segno leggero riesce a non farmi star male. Lo rivedrò quando potrò. Nel frattempo, me lo porto dentro.
Mi fa ridere pensarlo. Quel riso stolto che abbonda sulla bocca degli stolti. O degli innamorati, che poi alla fine è la stessa cosa.
Sarà anche vero che è solo un RAGazzo, ma per me da oggi è BaBaBa.
Balbetto quando sono con lui. Molto sexy, non c'è che dire. Sarà che ho talmente tante cose da dirgli che mi si accavallano i pensieri e le parole. Sarà che gli dico una cosa e in realtà gliene vorrei dire un'altra.
Per fortuna il neurone vigila. Per ora.
Quando il neurone si sarà sdato, stufo, ci penserà il senso del ridicolo a tenermi a bada. Il mio senso del ridicolo mi ha sempre lasciato poco spazio di manovra. Mi basta poco per sentirmi ridicola. Già scrivere certe cose su un blog solletica il mio rossore.
Ora che ci penso, non so nemmeno se lui legge questo blog. Non so se l'ha fatto o se lo farà.
Chissà se si riconoscerebbe. Oppure qualcun'altro potrebbe fraintendere e pensare di essere lui il protagonista di queste (patetiche) righe.
Risata malefica e liberatoria. E pure un po' isterica.
Quindi... ciao.
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