lunedì 12 aprile 2010

Assonanze

In principio fu Oetzi o Ötzi. Se non ci siete molto in confidenza, potete chiamarlo Uomo del Similaun, e mi raccomando dategli del lei perché alla sua veneranda età si merita rispetto anche formalmente. Se considerate che è vissuto nell'Eneolitico, o Età del Rame, quindi intorno al 3300 – 3200 a.C., capirete che il lei è il minimo. Anzi, volendo essere fiscali potremmo dargli anche del voi.
Oetzi al momento della morte aveva con sé un arco, frecce, un coltello di selce, un'ascia di rame, esca ed acciarino, e uno strumento per lavorare la selce. Il tutto era trasportato in uno zaino, esempio tipico della collezione A/I 3300-3200a.C.: lo potete trovare su Vogue Preistoria.
Cosa facesse lì, come vivesse, come è morto, perché è morto sono belle domande, ma per ora senza una risposta definitiva. Sembra che facesse il pastore, sembra che sia stato ucciso. Sembra anche che faccia parte di un gruppo di esseri umani che si sono estinti: infatti il suo corredo genetico non sembra da mettere in relazione con quelli attualmente esistenti.
Oetzi è diventato un mito per i tatuatori odierni: infatti era pieno di tatuaggi. Che questi insistessero su zone in cui le analisi hanno evidenziato delle deformazioni dovute all'artrite non ha importanza. Quando uno è un'icona, inutili necessità cultuali o mediche non hanno importanza.
Pare che su Oetzi aleggi anche una maledizione, che ha portato un sacco di persone che hanno avuto a che fare con lui a morire improvvisamente. Ora, io personalmente non ci credo, le persone muoiono di continuo e il fatto che abbiano scoperto una mummia può essere al massimo una coincidenza. Se poi devo dirla tutta, visto come l'hanno trattato al momento del ritrovamento (gli hanno pure danneggiato un femore che, voglio dire, non aveva avuto problemi per 5000 anni)... beh, se ha dato una mano al destino ha fatto pure bene. Non si prendono a racchettate i morti. Anche se non li hai conosciuti, li devi trattare con il rispetto dovuto al nonno preferito.
Insomma, se Oetzi non ha mai riscosso tutta la mia simpatia, con quest'ultima trovata è diventato una delle mie icone personali. Anche se non farei mai come Brad (Pitt), che se l'è fatto tatuare sul braccio.
 
Per una strana assonanza che mi era inizialmente sfuggita, da due giorni pratico una full immersion masochista su Etsy. Una specie di iper centro commerciale online, in cui puoi trovare di tutto di più. Dalla A di accessori alla Z di zatteroni, per intenderci. Una meraviglia per gli occhi, una disperazione per il portafoglio, ma non si può avere sempre tutto nella vita.
Hai una improvvisa voglia di fudge? Vai su etsy, e in circa 4 giorni te li spediscono direttamente dall'America. Anche se ho qualche dubbio sulla conservazione, la possibilità di farlo mi aiuta a calmare le mie ansie quotidiane. Davvero. Insomma, se è possibile spedire cibo da una parte all'altra del mondo, che volete che sia teletrasportarsi da casa all'università con solo due mezzi pubblici al giorno in orari non compatibili tra loro? Domani mattina farò colazione con latte appena munto in Cile, per pranzo sceglierò sushi appena cucinato a Tokyo e per merenda il fudge dal Massachuttes. Evviva il villaggio globale.
Dopo aver digitato l'indirizzo, l'homepage di etsy ti apre un mondo. E tutte le volte che ci vai cambiano le immagini, così che la meraviglia non finisce mai. Quelle borse... quegli accessori... pure gli scialli (plurale grammaticalmente orribile di lo scialle)... non so se sono io che ormai mi emoziono facilmente, o se proprio etsy emoziona a priori. In ogni caso, etsy è diventato una delle mie icone personali. Sto pensando di farmelo tatuare su un braccio.

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